La notizia della morte di Peter Bogdanovich, avvenuta ieri per cause naturali a Los Angeles, ha scosso Hollywood e il mondo intero. In questo articolo vi riportiamo i tributi e i memoriali di amici, colleghi, collaboratori o di persone che sono state influenzate da lui nella sua lunga carriera.

Iniziamo da Jeff Bridges, tra i protagonisti di L’ultimo spettacolo, film nominato a otto premi Oscar:

Il mio cuore è spezzato – il mio caro amico Peter non è più tra noi in forma fisica. Gli volevo bene e mi mancherà. Che artista straordinario. Ci ha lasciati con il dono dei suoi incredibili film e le sue idee sui registi che ammirava così tanto. Ti voglio bene Peter.

Cybill Shepherd, che ha avuto una lunga relazione (personale e professionale) con il regista, ha dichiarato a Deadline:

Avere Peter Bogdanovich come mio primo insegnante di recitazione nel mio primo film, L’ultimo spettacolo, è stata una benedizione di proporzioni enormi. Semplicemente non ci sono parole per esprimere i miei sentimenti su questa profonda perdita. Che Peter possa vivere per sempre in tutti i nostri ricordi.

Tatum O’Neal vinse il suo Oscar a soli nove anni per Paper Moon, e così ricorda il regista:

Peter era il mio paradiso e la mia terra. Una figura paterna. Un amico. Da Paper Moon a Nickelodeon, mi ha sempre fatta sentire al sicuro. Ti voglio bene.

Mi ha cambiato la vita.

Cher ebbe non pochi problemi con Bogdanovich sul set di Mask, ma lo ricorda con affetto:

Ho appena saputo della morte di Peter. Sono fiera del film che abbiamo fatto insieme, e alla fine penso che anche lui lo fosse. Ha fatto dei film memorabili e ha scoperto dei talenti incredibili.

Guillermo del Toro ha pubblicato un lungo memoriale su Twitter:

Peter Bogdanovich è morto. Era un caro amico e un campione del Cinema. Ha creato capolavori come regista ed era un uomo geniale. Ha intervistato e raccontato le vite e i lavori di più registi classici di chiunque altro nella sua generazione. Siamo diventati molto amici ed è stato attivo e brillante fino alla fine. Stava lavorando a una splendida sceneggiatura e parlavamo delle sue idee per questo lavoro, era fantastico. Un vero cinefilo. Guardate Paper moon stasera. O l’ultimo spettacolo, o Ma papà ti manda sola?, o Bersagli… In modo che possa essere vivo, ricordato tutto ciò che ha fatto come regista. E se potete leggete i suoi splendidi libri, tutte lettere d’amore nei confronti del cinema. È stato un onore incontrare Peter e condividere il mio tempo con luo. Se conoscete i suoi lavori rendetegli onore. Se non li conoscete, vedeteli o leggeteli. This is Orson Welles è un grande libro scritto da Peter. Leggetelo per favore. Alcuni mesi fa abbiamo partecipato a una proiezione di Ma papà ti manda sola? all’Aero. Era pieno di gente. C’era Peter, vide un intero cinema ridere e applaudire al suo film come se fosse il weekend d’apertura. Dio benedica tutti quelli che vi hanno partecipato.

Ecco invece le parole di Martin Scorsese a TheWrap:

Negli anni sessanta, in un momento cruciale nella storia del business e dell’arte del cinema, Peter Bogdanovich era lì all’incrocio tra la vecchia e la nuova Hollywood. Curatore, critico, storico, attore, regista, intrattenitore popolare: faceva tutto. Come programmatore qui a New York metteva insieme delle retrospettive essenziali di registi dei gloriosi anni dello studio system di Hollywood, come giornalista conosceva quasi tutti, da John Ford a Howard Hawks a Marlene Dietrich a Cary Grant. Come molti di noi, ha iniziato a dirigere grazie a Roger Corman, e lui e Coppola iniziarono a lavorare nel sistema molto presto: il debutto di Peter, Bersagli, è ancora uno dei suoi migliori film. Con L’ultimo spettacolo ha fatto un film che sembrava guardare indietro e avanti allo stesso tempo, e anche un grande successo, seguito rapidamente da Ma papà ti manda sola? e Paper Moon. Negli anni successivi Peter ha avuto grandi delusioni e tragedie, e ha continuato ad andare avanti, reinventandosi continuamente. L’ultima volta che l’ho visto era il 2018, al new York Film Festival, dove abbiamo partecipato insieme a una discussione sul suo vecchio amico Orson Welles e L’altra faccia del vento (nel quale Peter fa una grande interpretazione, e al quale ha dedicato molto tempo ed energie negli anni). Fino alla fine ha combattuto per l’arte del cinema e le persone che lo creavano.

Mario Sesti:

La prima volta che andai a Venezia, nel 1979, la prima cosa che feci, come un teenager che vuole esplorare il territorio dei giochi, fu andare all’Excelsior. Feci tutte le scale di corsa, mi sembrava impossibile di essere davvero lì, avevo 20 anni, e arrivai fino alla terrazza.
Peter Bogdanovich era lì, da solo, e fissava l’orizzonte con un lungo sigaro in bocca. Presentava Saint Jack, alla Mostra del cinema, aveva vinto l’oscar, aveva alle spalle importanti successi, aveva incontrato personalmente Hawks e Lang, e aveva scritto libri intervista destinati a fare scuola, era amico personale di Cary Grant e Orson Welles. Era uno dei registi di punta della new hollywood. Si voltó verso di me che ero alle sue spalle e mi sorrise.
Qualche anno dopo la relazione e la morte di Dorothy Stratten ne stravolsero definitivamente la vita e la carriera, mentre la nuova Hollywood veniva travolta al botteghino.
Mi guardò un attimo con un mezzo sorriso etrusco. Poi si voltò di nuovo, ali di fumo tra i capelli, verso l’orizzonte e il mare al crepuscolo di oro e mercurio
La sua frase più bella: “Tutti i buoni film sono stati già fatti”.

Antonio Monda:

Ci mancheranno i tuoi straordinari film, le tue storie da insider, le tue favolose interviste e le tue imitazioni perfette. A presto caro Peter e grazie.

Alberto Crespi:

Sono profondamente addolorato per la scomparsa di Peter Bogdanovich. Un grande regista, uno strepitoso cronista della Hollywood classica (non è mai stato propriamente un “critico”, per sua fortuna), un innamorato del cinema, un uomo dalle scelte di vita paradossali e problematiche. Quante storie potrei raccontare su di lui, anche strettamente personali. Ma devo mettere ordine nei ricordi, e lenire un po’ la sofferenza. Intanto vi regalo il link per vedere quello che è indiscutibilmente il più bel documentario sul cinema mai fatto – quindi, esagerando un po’, forse il più bel film mai fatto? Non so, ma quando c’è di mezzo John Ford ogni iperbole è lecita.