Se le storie sono lo strumento che abbiamo per leggere il mondo che ci circonda trovando nuovi significati, possiamo dire che nell’anno 2020 il cinema è stato sconfitto. Non tanto per la mostruosa crisi economica che la pandemia ha portato al settore, ma perché gli eventi che abbiamo vissuto sulla nostra pelle fanno impallidire qualsiasi film apocalittico (quanto è invecchiato Contagion, ad esempio. Così tanto da sembrare un documentario).

Non solo: nessun autore è riuscito a prevedere questi dodici mesi funesti. Siamo restati senza gli strumenti per guardare da una prospettiva nuova quello che ci accadeva. Gli amanti dei film che si baciano sotto la pioggia – senza timore del contagio – ci sono apparsi subito fuori dal tempo. Le scene con le folle ci hanno creato ansia. I drammi messi in scena sono diventati piccoli, rispetto alle immagini viste ai telegiornali.

Eppure se guardiamo i film lanciati nel 2020 (tra sala e streaming) si può notare un processo incons...