The Rocketeer è tante cose ma prima di tutto un tradimento. Era un fumetto indipendente uscito per la prima volta nel 1982, innamorato delle sue atmosfere anni ‘30 e di una certa idea nostalgica di eroismo e grafica streamline. Dopo 10 anni di sviluppo ad Hollywood e alla fine l’approdo in sala come film Disney, era diventato un film innocuo in cui l’unico personaggio femminile rilevante era passato dall’essere una modella di nudo calcata su Bettie Page (il che vuol dire una outsider per gli anni ‘30 e una femme fatale che attira e ammalia, dotata di una forma di potere) ad essere un’aspirante attrice casa e chiesa (che vuole dire una ragazza da salvare). E così il resto del film. Il risultato fu un sonoro fallimento di successo. Un fallimento al botteghino che è piaciuto alla critica e al (poco) pubblico che l’ha visto. Un fallimento che poi è stato una delle basi per quello che il cinefumetto è diventato.

Dietro a Rocketeer c’era lo stesso pensiero che stava diet...