Game of Thrones 4: il punto sui romanzi e sull'adattamento
Senza spoiler, cerchiamo di analizzare l'annuncio della possibile conclusione di Game of Thrones con la settima stagione
Dal 2017 sono Web Content Specialist l'area TV del network BAD. Qui sotto trovi i miei contatti social e tutti i miei contenuti per il sito: articoli, recensioni e speciali.
A Song of Ice and Fire, in italiano Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, dovrebbe concludersi con il settimo volume. L'idea di arrivare a sette romanzi non era nella mente di Martin fin dal principio, anzi l'autore nel corso degli anni ha di volta in volta annunciato la crescita del numero di romanzi (da tre a quattro, poi a sei fino ai sette attuali). Dal 1996 a oggi sono usciti i primi cinque volumi della storia (A Game of Thrones, A Clash of Kings, A Storm of Swords, A Feast for Crows e A Dance with Dragons). I titoli dei presunti ultimi due volumi della saga sono The Winds of Winter e A Dream of Spring, ma è bene utilizzare il termine "presunti" perché esiste più di un dubbio circa l'effettiva conclusione della serie con questi. La possibilità, ventilata dallo stesso Martin, che non si riesca a tirare le somme nei due libri rimasti e che la saga possa includere un eventuale ottavo volume, non è da escludere.
Come si è giunti ad un cambiamento così deciso e in così poco tempo? Ovviamente non siamo dietro le quinte, non conosciamo parte degli scambi di informazioni e opinioni tra Martin e i produttori, però ci sono due elementi (uno oggettivo, l'altro no) che forse vale la pena sottolineare. Il primo riguarda un pregiudizio, o un'eccessiva semplificazione, sull'adattamento in corso. Spesso si "banalizza" il discorso affermando che una certa stagione corrisponde ad un libro o alla prima metà di esso, ad esempio che la terza stagione corrisponda alla prima metà del terzo volume. In realtà così non è, non completamente almeno. Semplicemente, dipende dal personaggio e dalla storyline a cui ci riferiamo. Senza fare spoiler, le vicende dei personaggi che abbiamo visto nella terza stagione si riferiscono in alcuni casi (la maggior parte) alla prima parte del terzo volume, ma altri sono addirittura alle soglie degli avvenimenti narrati nel quinto, per non parlare delle sequenze e degli sviluppi completamente inediti, che con l'andare del tempo aumenteranno.
A ciò va aggiunta un'altra informazione. La struttura del quarto e del quinto libro è diversa dai precedenti, nel senso che, per vari motivi, il primo di questi narra solo di alcuni personaggi, rimandando la trattazione degli altri al volume successivo. È impensabile che una serie tv proceda in questo modo, mettendo da parte alcuni attori per un anno. Per tutti questi motivi, gli indizi affinché si proceda con un adattamento sempre più personalizzato e lontano dai romanzi originali non mancano. Il secondo motivo che si diceva sopra è assolutamente soggettivo e opinabile. A mio parere negli ultimi due romanzi il ritmo e lo sviluppo della storia sono stati inadeguati, poco gratificanti per il lettore e troppo dilungati. Paradossalmente il ritmo e la mole di eventi del terzo romanzo supera il quarto e il quinto messi insieme. Tutti questi motivi, sommati a quelli precedenti, portano ad un naturale restringimento della narrazione, anche per mantenere la fondamentale tensione narrativa di cui una serie ha bisogno. In questo senso il fatto di estendere gli eventi del terzo volume su più stagioni, per poi magari fare l'opposto e riassumere quelli rimanenti del quarto e del quinto potrebbe avere un senso.