A Murder at the End of the World: cosa aspettarsi dai primi 5 episodi
A Murder at the End of the World è una serie austera, un giallo ricco di colpi di scena che tratta nel contempo argomenti difficili
I primi 5 episodi di A Murder at the End of the World introducono una serie austera con una premessa alla "Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie che non ha nulla di originale, ma che si trasforma presto in un'inedita riflessione sull'uso (ed abuso) della tecnologia e sul destino della razza umana.
Di cosa parla A Murder at the End of the World
Secondo la descrizione ufficiale di FX A Murder at the End of the World è una serie del mistero con un nuovo genere di detective al timone. Un'investigatrice dilettante ed hacker esperta della generazione Z, di nome "Darby Hart". Darby e altri otto ospiti vengono invitati da un solitario miliardario a partecipare ad un ritiro in un luogo remoto ed affascinante. Quando uno degli altri ospiti viene trovato morto, Darby deve usare tutte le sue abilità per dimostrare che si è trattato di un omicidio contro un'ondata di interessi contrastanti e prima che l'assassino uccida ancora.
La serie, composta da 7 episodi ed inizialmente intitolata Retreat, prima che diventasse A Murder at the End of the World, è stata creata da Brit Marling e Zal Batmanglij. Il duo, non nuovo alla produzione di serie del mistero, noto soprattutto per la serie The OA di Netflix, si è guadagnato l'attenzione di FX Networks creando quello che è stato definito dal suo Presidente:
"una radicale concettualizzazione del giallo con personaggi davvero, davvero innovativi, in particolare una giovane donna forte e originale la cui storia passata e presente rappresenta un forte nucleo emotivo. Ovviamente c'è anche un mistero da svelare. Uno spettacolo distintivo e unico, non così facile da produrre".
I primi 5 episodi di A Murder at the End of the World
Se, come anticipato, le premesse di A Murder at the End of the World potrebbero sembrare banali, la serie prende presto una piega intensa ed inaspettata, diventando una riflessione sul futuro dell'umanità, sui rischi dello sviluppo dell'Intelligenza Artificiale, sull'abuso di potere e sull'ineguaglianza sociale.
La protagonista interpretata da una splendida Emma Corrin è una ventiquattrenne particolarmente intelligente, una hacker cresciuta da un padre (Neal Huff) patologo legale, che le ha trasmesso una peculiare passione per il crimine che, da adolescente, la porterà sulle tracce di quello che è convinta essere un serial killer assieme al suo ragazzo Bill Farrah (Harris Dickinson). Nei flashback della serie non si assisterà quindi solo al fiorire della storia d'amore tra gli idealisti Darby e Bill, ma anche al loro tentativo di dare un nome ed un volto ad alcune delle moltissime vittime di omicidio negli Stati Uniti che restano senza un nome, in un'avventura che Darby trasformerà in seguito in un memoriale di successo che la giovane autrice dedicherà al suo idolo Lee Andersen (Brit Marling), un'iconica hacker sparita nel nulla dopo il matrimonio con il miliardario che la inviterà in seguito in Islanda.
I 7 episodi di A Murder at the End of the World, a volte inutilmente lunghi e forse troppo compiaciuti della loro gravitas (non aspettatevi mai un momento di sollievo o ironia da questa serie), sono caratterizzati da un'ambientazione inospitale che non lascia via di scampo agli ospiti del futuristico hotel, nello stesso modo in cui l'umanità, secondo l'eccentrico Ronson, non sembra poter trovare scampo da sé stessa. Sebbene l'espediente claustrofobico di costringere i personaggi in una situazione senza via di scampo, in cui non è contemplata la fuga per via del freddo inclemente, né la protezione all'interno dell'hotel a causa della presenza di un assassino, lo show trae giovamento dai flashback, che forniscono una sorta di intermezzo più rasserenante, nonostante il difficile tema che trattino. Una distinzione che viene ulteriormente sottolineata dalla fotografia, la cui direttrice Charlotte Bruus Christensen, sfrutta la freddezza dei paesaggi invernali, contrapponendola al calore ed alla luminosità del deserto dei flashback, che si fa metafora tra ingenuità della giovinezza e difficoltà della vita adulta.
Fortunatamente i 7 episodi di A Murder at the End of the World, che vanno gustati ed assaporati con i giusti tempi, con l'eccezione dei primi due, rilasciati contemporaneamente il 14 novembre (anche in Italia), avranno poi una cadenza settimanale. Considerati infatti i molti strati narrativi di questo show, magistralmente interpretato da una Emma Corrin che, più in questa serie che in The Crown, è evidente essere solo all'inizio di una brillante carriera, sarete grati che non sia stato scelto di rilasciare tutti gli episodi assieme, lasciando così il tempo al pubblico di immergersi ancora più a fondo nel mistero indagato dalla sua protagonista tra colpi di scena e cliffhanger.