Angels in America: quindici anni fa usciva una delle migliori miniserie di sempre
Ricordiamo a quindici anni dal debutto la miniserie della HBO Angels in America
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Nel 1985 Prior Walter (Justin Kirk) è un giovane che confessa al suo compagno Louis Ironson (Ben Shankman) di aver contratto il Sarcoma di Kaposi – lo definirà “il purpureo bacio dell’angelo della morte” – causando in quest’ultimo una reazione di paura. Allontanandosi, celando il proprio timore dietro una fredda maschera di razionalità, Louis finirà per incontrare l’avvocato Joe Pitt (Patrick Wilson) a sua volta sposato con Harper (Mary-Louise Parker) a cui nasconde la propria latente omosessualità. Joe intanto si avvicina al suo mentore Roy Cohn (Al Pacino), anche lui omosessuale e anche lui gravemente malato. Mentre i molti personaggi cercano di venire a patti con le loro contraddizioni e rifiuti personali, giunge anche Hannah (Meryl Streep), madre di Joe, che tuttavia finirà per legare con Prior in ospedale. Su tutte queste miserie umane si stringe lo sguardo, spesso indecifrabile, dell’angelo dell’America (Emma Thompson), che giunge a Prior sotto forma di visione e gli annuncia di essere un profeta atteso.
Tra una citazione di Jean Cocteau e una visione multigenere tanto affascinante quanto spiazzante, Angels in America contiene un'amara riflessione sulla società Americana. Diventa metafora strettissima nei tempi, che racconta il presente del 2003 con un'opera scritta negli anni '90 e ambientata nell'epoca reaganiana. Ma sono soprattutto le istituzioni politiche e religiose ad aver fallito, nel momento in cui l'uomo occidentale si scopre solo, malato e abbandonato.
Intro indimenticabile, per immagini e musica, di Thomas Newman: