Barbie: la guida per capire Greta Gerwig a partire dai film che le piacciono
Play Time, The Truman Show, Il Mago di Oz, Un americano a Parigi... Greta Gerwig racconta i film che hanno ispirato Barbie e il suo cinema
C’è il Barbienheimer, ma c’è anche il Nolwig. Se infatti Barbie ed Oppenheimer, pur essendo così diversi, sono al centro di questa positiva rivalità è anche grazie ai due registi. Christopher Nolan, un autore di razza, ormai affermatissimo dentro e fuori il mondo del blockbuster impegnato. Greta Gerwig, al contrario, è simbolo del nuovo cinema dal sapore indipendente ma prodotto con le major, in sinergia con l'industria. Insieme a Noah Baumbach incarna uno spirito espressivo più lontano dal cinema tradizionale, ma ugualmente affamato di ricerca.
Spostare il baricentro del cinema sulle donne
Prima che Sight & Sound mettesse Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles al primo posto dei migliori film di sempre, Gerwig aveva già espresso il suo amore per l'opera di Chantal Akerman. La quotidianità di una donna. I gesti di una donna. La crisi di una donna. Si può partire da qui nell’indagare la femminilità secondo il suo cinema. Come in Jeanne Dielman quello che cambia è il baricentro del racconto: da un sistema di gravità incollato alle azioni e al modo di pensare maschile, si passa a leggi della fisica umana differenti, quelle del mondo femminile. Due mondi che stanno in equilibrio, in mezzo a cui c’è un vuoto che a volte si fa spazio di conflitto (per citare appunto Oppenheimer).
Altro che regista puramente intellettuale, Greta Gerwig riesce e veicolare stati d’animo complessi con un’energia giovanile. Quella del Mago di Oz, imprescindibile film di riferimento per Barbie, in cui il sentiero dorato è sostituito da quello rosa, viene citato insieme a Singin’ in the Rain.
C’è tanto Jacques Demy nelle inquadrature di Barbie. The Umbrellas of Cherbourg è stato un modello per il direttore della fotografia Rodrigo Prieto sull’uso dei colori. Barbie condivide la stessa acconciatura di Catherine Deneuve nel film. L’inizio del film è invece quello di Un americano a Parigi, con una routine mattutina che dà il tono surreale a tutta la vicenda.
Il rosa è il colore venuto dallo spazio
Incontri ravvicinati del terzo tipo è nella lista dei film preferiti. Per chi si chiedesse in che modo il capolavoro di Spielberg sia entrato nel suo cinema, la risposta viene dalla regista stessa: è un film dove, come in Barbie, c’è una persona che crede fortemente a qualcosa. Per questa sua convinzione sembra pazzo fino a che questa visione non si rivela essere autentica e reale.
E se Flirting ha ispirato il rapporto e i dialoghi tra ragazze di Lady Bird, PlayTime di Jacques Tati è la “bibbia” per le scenografie di Barbie. In mezzo: The Truman Show. Prima di iniziare a girare, Greta Gerwig chiamò Peter Weir per capire come riprendere il set. Doveva dare un effetto di realistica finzione nel mondo di Barbie. Weir sconsigliò l’approccio usato per il suo film: girarono con luce naturale ma anche con dei fari sul set che rendevano tutto più finto e il set… molto più caldo.
Qualche classico per una cineasta completa
Nella dieta mediatica della regista di Barbie non mancano alcuni titoli di cui si è nutrita per puro amore della settima arte. Rio Bravo è un film dentro cui vorrebbe vivere. Dice di perdersi anche nelle innovazioni di montaggio di Venezia... un dicembre rosso shocking per poi tornare nella collaborazione tra Howard Hawks e John Wayne. NeI Il fiume rosso si trova infatti secondo lei l’interpretazione più magica dell’attore.
Così si muove la carriera di Greta Gerwig: guardando indietro, a un cinema libero, di stampo classico e dal sapore indie (i film in cui ha recitato oltre a quelli che ha diretto). Ma anche dimostrandosi un'autrice consapevole delle dinamiche commerciali. Ben disposta a lavorare con gli studi e cercare di inanellare dei campioni di incassi. Lo sarà Barbie, e si promette di replicare con il remake live action di Biancaneve, sua prossima fatica.
Se si oscilla dal cinema che tiene nelle sue immagini qualcosa di importante da dire, e quello che vuole dirle nella maniera più spettacolare possibile, non si può che tornare al musical. Al loro movimento. Ecco allora titoli come Grease o La febbre del sabato sera inseriti nella lista dei preferiti. Ecco la sintesi: ritmo, colori, energia, ricerca visiva e un pizzico di vita vera. Attraverso i film che la spingono a fare cinema Greta Gerwig rivela tanto di quello che è, ma soprattutto tanto di quello che potrà ancora diventare.