Black Mirror, cosa rimane da raccontare?
Le ultime due stagioni di Black Mirror hanno dato spesso la sensazione di rincorrere le prime, senza tuttavia riuscire a sostenere il confronto
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Nel 2011 Black Mirror, sulla BBC all'epoca, era la serie grottesca da scoprire e da consigliare sottovoce, lo show in cui il primo ministro britannico aveva un rapporto sessuale con un maiale. E tale sarebbe rimasta anche nella seconda stagione. Pochi episodi, fortissimi, lucidissimi, ognuno un angoscioso pugno allo stomaco, che poi sarebbe stato riconosciuto come il sentimento cardine della serie. La terza stagione da dodici, poi divisa in due tronconi da sei (quindi terza e quarta stagione) ha ripreso quel linguaggio, quella messa in scena, quei temi, eppure in più momenti ha dato l'impressione di essere un Black Mirror 2.0. Ciò è dovuto a più motivazioni, non necessariamente tutte legate alla serie in sé.
Dunque più episodi, meno qualità generale e una certa ripetizione di temi e situazioni. Ad esempio, abbiamo capito che la coscienza può essere slegata dal corpo in mille modi diversi, faremo a meno in futuro di altre storie su device particolari in grado di fare ciò. Da dove ripartire allora? Forse dall'idea di diversificare i generi della storia? Il grande elemento di rottura introdotto nelle ultime due stagioni è stato l'utilizzare la fantascienza per raccontare storie trasportate da altri generi: il thriller (Shut Up and Dance), il poliziesco (Hated in the Nation), la guerra (Men Against Fire), il postapocalittico (Metalhead), l'horror (Playtest). Il fatto che tra questi ci siano alcuni degli episodi meno riusciti di sempre non dovrebbe interrompere la voglia di sperimentare in questo senso.
Chissà, forse coinvolgendo qualcun altro oltre Charlie Brooker nella scrittura degli episodi. L'autore della serie, e precedentemente anche di quel gioiellino horror che era Dead Set, è un lucidissimo interprete della contemporaneità e un profondo conoscitore dei mezzi di comunicazione. Ma con episodi come Metalhead, troppo lontani da quel che dovrebbe essere Black Mirror, ha anche iniziato a mostrare un po' la corda. Da serie antologica, Black Mirror potrebbe compiere l'ultimo passo e diventarlo definitivamente, appoggiandosi non solo in fase di regia (Jodie Foster ha dato un enorme contributo alla storia per Arkangel), ma anche di scrittura ad altre fonti.