Black Mirror: un'introduzione al riflesso oscuro della tecnologia
La serie cult Black Mirror si prepara ad arrivare con la terza stagione su Netflix: immergiamoci nel riflesso oscuro della serie che esplora il rapporto tra uomo e tecnologia
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Di cosa parla Black Mirror? Il titolo ci aiuta. Questo "specchio scuro" parla di noi, è il nostro riflesso distorto e cupo, è indagine sulle ossessioni della contemporaneità. Ogni puntata della serie antologica assume un certo punto di vista su uno strumento tecnologico o più legati all'utilizzo quotidiano, e alle distorsioni che questo provoca nelle relazioni sociali. Parliamo di fantascienza, quindi spesso lo scenario è alieno rispetto alle nostre possibilità odierne. Può trattarsi di una società completamente distopica (Fifteen Million Merits) oppure che ha sviluppato alcuni accorgimenti tecnologici (Be Right Back o The Entire History of You) oppure ancora uguale alla nostra (The National Anthem). Ciò che è immutato è l'uomo di fronte alle possibilità della tecnologia.
I personaggi si trovano intrappolati nelle loro ossessioni. E, essendo sempre delle grandi metafore quelle che abbiamo davanti, sono protagonisti che rappresentano l'umanità intera. Non ci sarà praticamente mai un lieto fine, la cattiveria e l'inadattabilità dell'uomo a condizioni che lui stesso ha creato lo porteranno nel baratro dove l'unico conforto potrà essere l'illusione, quando possibile. Black Mirror ci spinge a confrontarci con noi stessi, con ciò che siamo come individui e come formiche di una società che si muove sempre più come un corpo autonomo e privo di volontà. Il conformismo di massa, la dittatura della maggioranza, l'impersonalità delle reazioni, tutto questo torna ancora e ancora.
Vorremmo dire a questo punto che Black Mirror ci indica anche la strada da percorrere, la soluzione possibile di fronte a noi, ma che non riusciamo ad afferrare. E invece no. Charlie Brooker, in pieno politicamente scorretto british, prende semplicemente atto di una situazione e ce la racconta. Se questa non riuscirà a farci diventare consumatori più consapevoli, allora nulla potrà farlo. Anzi, una soluzione semplice, un lieto fine edificante, servirebbe solo a smorzare il messaggio. La storia non termina con i titoli di coda, ma prosegue nella nostra vita.
La serie tornerà poi nel 2017 sempre su Netflix con altri 6 episodi. Scritti da Brooker, i 12 episodi sono stati prodotti a livello esecutivo da Annabel Jones. Trovate tutti i dettagli nella nostra scheda.