Che fine ha fatto il neo-noir oggi? Ha cambiato geografia e luogo di fruizione
In neo-noir, genere (ri)nato negli anni '90 oggi è drasticamente meno in voga, ma sopravvive e continua a fotografare una società inquieta
In un imperdibile speciale di The Ringer il giornalista Brian Raftery ha raccontato con un taglio analitico la rinascita del genere noir che imperversò in America tra gli anni ’40 e ‘50 per poi tramontare. Tutto partì con Il mistero del falco e il cinema gradualmente passò dal raccontare le gesta degli eroi al fronte a quelle dei criminali negli agglomerati urbani. Mentre l’Europa si interessava della realtà nelle strade, il noir fotografava i cambiamenti della società prendendo in prestito la cifra stilistica dell’espressionismo. I registi immigrati avevano infatti portato la poesia delle ombre e delle geometrie nel racconto poliziesco. Donne fatali, antieroi (che cercavano di sfuggire ai finali redentori imposti dalla censura), e i palazzi delle metropoli in cui si incontrano ricchezze e povertà.
Fu insolito, come si fa notare nell’articolo, che la rinascita del noir venne accolta proprio dagli anni ’90. Un decennio che si ama ricordare come “l’ultima volta in cui le cose non sono state terribili”, ma che contiene in sé diverse inquietudini. L’economia ingigantì le differenze tra ricchi e poveri, la televisione raccontava gli orrori di un mondo senza confini in diretta. La stampa nel frattempo raccontava gli americani impegnati nella guerra del golfo come dei liberatori. Le rivolte a Los Angeles così come l'attentato di Oklahoma City squarciavano contemporaneamente ogni velo di ipocrisia. Proprio come negli anni ’40 la società premeva per specchiare le proprie amoralità nelle storie.
Il neo-noir esplode in quel decennio in una serie di contaminazioni. Entra nella fantascienza, si tinge di erotismo, abbraccia i fumetti e i romanzi, diventa sociale, metacinematografico, libero… E spesso non fu riconosciuto. Il neo-noir venne messo a fuoco solo a posteriori per via della sua eterogeneità e varietà creativa.
La violenza si fa più esplicita. Il sesso e la seduzione entrano nelle storie come in Bound - Torbido inganno delle sorelle Wachowski. L.A Confidential e Il diavolo in blu toccavano le corde dell’indignazione per la violenza della polizia che fece esplodere una ondata di proteste nel 1992.
È sempre questione di soldi o di sopravvivenza. I confini labili tra il bene e il male si intrecciano. La giustizia mostra la sua altra faccia, il crimine la sua umanità. Il neo-noir è questo: non più tanto una questione di guardie e ladri, ma di limiti morali.
L’esplosione del neo-noir non superò il decennio. L’arrivo di internet, dei nuovi modi di visione, insieme alle nuove tecnologie e a mercato sempre più globale hanno arrotondato alcune punte su cui vivevano questi film.
Oggi il neo-noir si è trasferito altrove. Ogni tanto riappare al cinema venendo però da lontano. È infatti il mondo orientale che riesce a trovare spesso grandi espressioni. Old Boy superava il millennio (è del 2003). Ma anche Chaser di Na Hong-jin ne eguagliava la portata inquietante. Stesso discorso per Memorie di un assassino di Bong Joon-ho. O, più recentemente, Il lago delle oche selvatiche.
La struttura della suspense, il continuo rimandare la soluzione dell’enigma, sono l’ideale per tenere lo spettatore incollato di puntata in puntata. La libertà della tv via cavo, più propensa ad accogliere contenuti iperviolenti rispetto a quella free, ha teso la mano agli sceneggiatori più spinti. Una seconda\terza vita del noir ristabilita nell’immaginario collettivo.
Continua infatti ad analizzare le crepe sul quadro idilliaco che i sindaci e i governi amano raccontarsi. È un genere degli ultimi o dei nascosti. Si affeziona e segue le persone ai margini, entra nelle stanze o nelle culture che non sono accessibili. Sono i centri di potere o i gruppi sociali più ignorati dal 99% del resto del mondo. Ci spiega come in realtà siano ingranaggi fondamentali. È grazie a loro che il mondo gira.