Come l'evoluzione di James Bond ha raccontato lo sguardo sul corpo maschile
Il corpo di James Bond è in continuo mutamento, di film in film. Ripensandosi ha contribuito a raccontare epoche e sensibilità diverse.
Quando un giornalista del Guardian chiese a Eva Green se fosse gelosa per il fatto che Craig avesse un petto più grande del suo (sì, le venne rivolta una domanda del genere da un giornalista professionista) l’attrice rispose impassibile: “beh, è lui la Bond girl, non io. È lui che esce dal mare in costume”.
Si riferisce ovviamente alla scena di Casinò Royale in cui James Bond esce dall’acqua e cammina sulla sabbia richiamando la classica apparizione di Ursula Andress. Nel libro Geographies, Genders and Geopolitics of James Bond Lisa Funnell osserva la saga di 007 da un punto di vista di sguardo. Sostiene che gradualmente i film siano passati dall’essere degli spy thriller all’azione pura. Quindi un genere più incentrato sul corpo sia come espressione visiva che come mezzo comunicativo. Così tanto che il protagonista ha assunto il ruolo di fascino e seduzione che un tempo era attribuito alla donna fatale. Una sorta di femminilizzazione del ruolo dell'eroe nell'equilibrio narrativo e nell'occhio che lo osserva.
Questa tendenza nella rappresentazione è però sempre stata presente nella saga, pur in misura diversa. Il corpo di Bond è in continuo mutamento, di attore in attore e di film in film. Plasmandosi e ripensandosi ha contribuito a raccontare epoche e sensibilità diverse.

Quando Sean Connery venne scelto per interpretare l’Agente 007 in Licenza di uccidere il produttore di allora Albert Broccoli voleva un personaggio meno "gentiluomo britannico" rispetto a David Niven, attore su cui Ian Fleming aveva modellato il personaggio letterario. Un eroe colto, elegante, istruito, distante dalla prestanza fisica di Connery.
Broccoli si impuntò, sostenendo che Niven non era abbastanza forte, mentre Connery era "alto, con una forte presenza fisica... e con il giusto accenno di minaccia”. Allora il suo corpo era molto più prestante e muscoloso rispetto agli attori coevi. Nel cinema di mezzo secolo fa i personal trainer e l’allenamento per prepararsi ai ruoli action non erano nella quotidianità dei professionisti. Era insolito quindi trovare un attore in perfetta forma atletica e molto muscoloso.
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Lazenby aveva un retaggio da modello simile a quello di Sean Connery, ma con uno stile più britannico. La produzione gli impedì di sciare durante le riprese, per ragioni assicurative, ma il suo phisique du role si mostra bene nella scena che apre Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà. La pelle riemerge nelle pieghe della camicia bagnata, aderente, mostrando un corpo atletico pronto al combattimento, ma pur sempre con una forma convenzionale “da gentiluomo”.
Il suo Bond incontra avversari più forti di lui, con cui non può competere fisicamente. Nonostante si giochi molto con questa differenza, i cattivi non vengono mai mostrati senza maglia nella stessa inquadratura con James Bond. Si evita il più possibile il paragone diretto, stemperando con l’ironia. Non vediamo nemmeno i personaggi negativi o i villain impegnati in incontri amorosi con le donne. La "superiore" virilità di James Bond non è mai messa in discussione.

Pierce Brosnan, in confronto al James Bond di Craig, interpreta un personaggio che è un compromesso tra atleticità, fascino e intelligenza. Tre poli che, come spiegato da Lisa Funnell, il decennio dei ’90 cercava di mantenere in equilibrio. I ruoli maschili da protagonista erano rivestiti da attori con una presenza fisica meno invadente e normalizzata. Leonardo DiCaprio in Titanic, Keanu Reeves in The Matrix e Ben Affleck per Armageddon. L’immagine tutto muscoli e senza cervello del decennio precedente scompare in funzione di un eroe più emotivo e dinamico. Brosnan è un James Bond in continuo movimento, anche in situazioni improbabili ed esagerate dall’abuso di computer grafica.
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Fonte: Esquire