Cosa abbiamo scoperto su Tron grazie a Oggetti di scena
Ecco cosa abbiamo scoperto su Tron, classico del cinema d'intrattenimento uscito nel 1982, grazie all'episodio di Oggetti di scena a esso dedicato
Ecco quindi di seguito alcune tra le migliori curiosità e gli aneddoti presenti nell’episodio dedicato a Tron (1982).
Come mostrato a inizio puntata, l’insegna al neon Flynn non se la passa molto bene (verrà poi restaurata). L’oggetto rappresenta però il più grande artefatto esistente del film dal momento che i restanti set erano quasi interamente ricreati digitalmente o con effetti speciali.

Plastica, Lycra, pelle, tela polistirolo e nastro adesivo nero. Se paragonati a quelli utilizzati ora nel costume design dei film i materiali con cui è stato realizzato il costume di Tron appaiono particolarmente artigianali. Le scanalature nere, a differenza di quanto appare guardando il film, non erano disegnate sul casco, ma appiccicate con nastro adesivo. A quelle strisce è stato poi aggiunto un effetto visivo che ricreasse il neon. Il costume era, dal vivo, così trasparente che la produzione dovette redigere una comunicazione che obbligava gli attori a recarsi in mensa indossando un accappatoio sopra il costume.
Visualizzare l’inimmaginabile
L’arte nasce dai limiti
Il casco del guidatore delle motociclette virtuali avrebbe dovuto allinearsi perfettamente con la curvatura del veicolo. Ma l’animazione era troppo complicata per i computer dell’epoca e fu quindi ridotta ad un paio di fotogrammi. Queste limitazioni tecniche hanno portato anche alla scelta di fare curvare di 90º, in piena velocità, le motociclette. Uno degli elementi visivi diventato poi simbolo del film.

Visivamente unico
Tron è stato girato in 65mm, un negativo dalle dimensioni particolarmente ampie, per permettere agilmente più esposizioni della stessa immagine. La pellicola di lavorazione era infatti in bianco e nero: i personaggi si stagliavano su sfondo neutro in contrasto con i costumi. Il negativo veniva poi messo su una rotativa ed esposto più volte tramite mascherino che separasse ogni parte della foto. Viso, occhi, denti, costume… erano tutti impressionati sulla pellicola finale in momenti diversi per attribuire a ciascuno il colore desiderato.
In una delle scene più memorabili di Tron, Flynn. partecipa alla sfida del ring: due avversari si lanciano sfere elettroniche attraverso una chistera, una racchetta curva e allungata. L’artefatto mostrato nel documentario è uno dei rari oggetti rimasti di quella scena. Anche in questo caso la realizzazione fu molto artigianale. La struttura del corpo dell’oggetto è infatti basata su una chistera vera, poi decorata per sembrare appartenente al mondo digitale.
Dipingere gli sfondi
Siamo tutti in un disco
Lo sceneggiatore e regista del film Steven Lisberger che, dopo una vita a prevedere il digitale si è convertito a una vita analogica, ha spiegato che la forma del disco di identità indossato dai personaggi è stato ispirato dal concetto di mandala. Il mandala, analizzato negli scritti di Joseph Campbell e Carl Jung, è un rimando al simbolo arcaico volto a indicare l’essenza stessa dell’io e dell’anima.
Oggetti di Scena è disponibile su Disney+ dal 1 Maggio 2020.