Cyberpunk 2077, un glitch comunicativo e non solo | Speciale
CD Projekt RED ha praticamente pubblicato due versioni di Cyberpunk 2077, generando un caso mediatico piuttosto difficile da sbrogliare
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Un po’ patetico come incipit, forse, ma ai tempi dei leoni da tastiera e delle invettive senza un minimo di equilibrio su qualsiasi social esistente, fa sempre bene mettere le mani avanti e ricordare che comunque ci si deve confrontare con i giusti toni e termini. I meme vanno benissimo, insomma, sentire il bisogno di correre su internet per attaccare verbalmente addetti ai lavori e relativa famiglia è senza mezzi termini patologico.
Le criticità, insomma, sono congenite alla produzione di CD Projekt, un male che in pieno 2020 qualsiasi videogiocatore può accettare nella finestra temporale immediatamente successiva al lancio, ormai abituato a patch che progressivamente, ma celermente beninteso, eliminino quantomeno le sbavature più evidenti ed invalidanti.
Purtroppo, la realtà dei fatti contempla anche le edizioni per console. In attesa della nostra recensione, che pubblicheremo tra pochissimo e si baserà su quanto visto ed esperito soprattutto su Xbox Series X, ma anche su Xbox One X e Xbox One classica, tracciando un primo bilancio non possiamo negare che lo spettacolo a cui abbiamo assistito sia assolutamente destabilizzante e sconfortante.
Sulla console next-gen di Microsoft, ci preme specificarlo subito, la situazione è tutt’altro che tragica. Anche senza scavare troppo affondo, operazione che riesce benissimo per esempio ai colleghi di Digital Foundry, è evidente che Cyberpunk 2077 sia giocabilissimo. In attesa della patch prevista per il prossimo anno, che avvicinerà sensibilmente la grafica a quella apprezzata su PC, popolando Night City ancor di più e incrementando la qualità di effetti e texture, pur con qualche compromesso grafico evidentissimo il gioco fila piuttosto bene. I cali di frame rate ci sono, Xbox Series X si è bloccata un paio di volte, ma nulla di così tragico.
Le criticità, in questo senso, sono due, una più grave dell’altra a ben vedere. Innanzitutto, non si può soprassedere su una certa scorrettezza da parte del team di sviluppo che in sede di recensione alla stampa ha distribuito in prima battuta solo codici per PC, impedendo a giornalisti e critici di farsi un’idea più ampia della reale bontà di Cyberpunk 2077 in tutte le sue salse. È una scelta legittima, beninteso, ma che palesa la malizia del team di sviluppo, ben consapevole di problematiche che ha tentato di celare il più a lungo possibile.
Del resto, con i pre-order attivi già nel 2019 non era possibile in alcun modo rinunciare a quella che ad oggi è la old-gen, evitando a priori di incappare in guai e brutte figure. Inoltre, rinunciare ad una base installata di milioni e milioni di esemplari, concentrando le speranze di guadagno solo sul bacino PC e PlayStation 5 e Xbox Series X e S, non sarebbe certo stata una decisione facile da prendere.
Eppure, accettare senza battere ciglio una situazione del genere è sbagliato almeno quanto lo è immettere sul mercato un prodotto evidentemente incompleto, le cui garanzie sul suo progressivo miglioramento a suon di patch è tutto da dimostrare.
Indignarsi, con garbo e con i toni giusti ovviamente, è doveroso, così come richiedere rimborsi, qualora lo si ritenga appropriato e lo si possa fare. Sì, perché la software house polacca non è stata affatto trasparente, né ha messo le cose in chiaro con la sua audience, macchiandosi anche della colpa di aver parzialmente ingannato la stampa.
Molto dipenderà dai prossimi mesi, insomma. Il pubblico, dalla sua, l’unica controffensiva “politica” che può mettere in atto è iniziare a diffidare delle software house, abbandonando la controversa pratica del pre-order a scatola chiusa.
Perché fidarsi è bene, certo, ma non fidarsi, e aspettare che la critica specializzata faccia il suo lavoro con la calma e le tempistiche necessarie, è meglio.