I 10 anni di Thor sono tutti nelle sopracciglia bionde di Chris Hemsworth
Si vede che sono passati dieci anni dal primo Thor? Sì! e da cosa? Sicuramente dalle sopracciglia tinte di biondo di Chris Hemsworth.
Eccome se si sente.
Ah, abbiamo scritto “prima” origin story non a caso, dal momento che il personaggio verrà rilanciato almeno un’altra volta (ma forse anche due) nel corso della sua vita al cinema fino ad ora. La prima con Thor: Ragnarok dove perde tutto (il padre, il martello e la propria città) e poi con il dittico Avengers: Infinity War (perde l'occhio) e Avengers: Endgame (perde l'autostima e l'ego). Ad ogni rilancio corrisponde anche una rinfrescata estetica e concettuale. Da poema epico, il franchise, diventa una stravagante e coloratissima commedia, fino ad essere un viaggio on the road di vendetta e redenzione.
In Thor ciò che non funzionava all'epoca non funziona nemmeno oggi.
Leggi: In Thor vivono due città e questo lo rende un tassello unico del MCU | Un film in una scena
Leggi: Thor: Love and Thunder, Russell Crowe rivela chi interpreterà nel film!
Era questa la principale preoccupazione e il compito che il film doveva assolvere: dare credibilità a un sottogenere di storie che fino ad allora era confinato alla tv (Xena, Hercules...). Per togliere la patina di giocattolone per bambini, Branagh si è affidato alle atmosfere shakespeariane a lui care. Ha deciso, proprio come nelle opere del Bardo, di prendere i drammi umani più basilari (le gelosie in famiglia) ed estenderli, ingigantirli, a livello divino (o regale).
Per fare ciò però occorreva che tutti gli elementi del film concorressero allo stesso proposito: richiamare alla mente i miti norreni, e meno i fumetti. Serviva che gli asgardiani contrastassero sia caratterialmente che fisicamente e visivamente con i terrestri. Dall’incontro con i mortali si genera infatti tutto l’umorismo Marvel, al tempo ancora acerbo, che salva il film dal concedersi eccesso poco credibile di gravitas. Loro sono tutti esagerati: altissimi, grassissimi, bellissimi… Mentre gli umani sono convenzionali, trascurabili e trascurati dall’occhio cinematografico. L'incontro tra le due "culture" autoironico e leggero.
Nel 2011 però Thor doveva essere riconoscibile come un Dio norreno e, nonostante la presenza di Idris Elba nei panni di Heimdall, il trucco e i costumi del film cercano un minimo di verosimiglianza rispetto alle leggende. Ecco quindi capelli biondi, armature metalliche, occhi azzurri, portamento regale e… sopracciglia gialle.

Furono subito corrette con Thor: The Dark World, ma ciò che viene visto una volta…
Le sopracciglia bionde segnano tutti gli anni che il primo Thor ha accumulato. Sono l’indicatore di un gusto oramai cambiato, di un modo di concepire i supereroi non più legato alla fedeltà, ma all’effetto sullo schermo. A riguardo si è espresso anche Kevin Feige tempo fa, ammettendo che quel trucco è uno dei suoi più grandi rimpianti (e un grosso disservizio fatto all’attore):
L’unica cosa che sicuramente farei diversamente se avessi la possibilità di tornare indietro e correggere, sarebbe non tingere più di biondo le sopracciglia di Chris Hemsworth in Thor. Perché noi pensavamo: ‘Thor è biondo, deve essere biondo!’. Hemsworth è stato così grande e fantastico che accettò. Ma ci sono un paio di inquadrature in cui penso, oh mio dio, quel povero ragazzo! gli abbiamo fatto tingere le sopracciglia! È ridicolo! E io posso riderci su ora perché Hemsworth è Thor. Non ha (più) bisogno di capelli lunghi, o un mantello, o un martello, o due occhi per essere Thor.
Thor è disponibile su Disney+ nella sezione Marvel.
Cosa ne pensare di Thor? Fatecelo sapere nei commenti!