Il braccio violento della legge: per William Friedkin è un miracolo che non sia morto nessuno
William Friedkin e Gene Hackman ricordano l'esperienza sul set di Il braccio violento della legge e la lunga sequenza di inseguimento.
Vi invitiamo ad ammirarla nella sua interezza qui sotto.
La sequenza rivoluzionaria per molti aspetti: soprattutto per i molteplici punti di vista che erano riusciti a ottenere e il dinamismo degli stessi. Nel 1971 si usavano ancora per la maggior parte dei film le retroproiezioni, Il braccio violento della legge invece portava direttamente in strada l’azione. Tre cineprese permettevano angoli multipli su cofano, paraurti e cruscotto, mentre per gli interni l’operatore usava la camera a mano. Per le inquadrature più pericolose fu Friedkin stesso a salire a bordo del veicolo. Gli stunt da eseguire erano talmente pericolosi che tutti i cameraman si ritirarono, lasciando solo il regista a rischiare la pelle. Era l’unico che non aveva figli.
La produzione non aveva infatti il permesso di girare nelle strade gremite di gente e traffico. Catturarono le riprese abusivamente causando davvero l’incidente che si vede all'incrocio tra Stillwell Avenue e l'86° strada. L’automobilista coinvolto rimase indenne, fortunatamente. Anche una donna arrivò ad un passo dall’ essere investita. “Per grazia di Dio nessuno si è fatto male o è morto” ha detto il regista al New York Post.
Nessuno però avrebbe scommesso nulla su Il braccio violento della legge. Nemmeno il regista! Pare infatti che, finite le riprese, andò dal produttore per comunicargli il risultato. Le parole che usò furono “penso che ce la siamo cavata, ma non prepararti il discorso per l’Oscar”. Il film ne ottenne poi 5 di Academy Award e tre Golden Globes, grazie anche a quell’incredibile sequenza.
Friedkin non ha più rivisto Il braccio violento della legge, ma al pensiero dei rischi corsi sul set si rende conto della follia che è stato girarlo. “Ero come il capitano Achab che inseguiva la balena. Avevo un’incredibile fiducia, una sorta di sicurezza da sonnambulo. Per quanto il film abbia avuto successo, non lo farei ora. Avevo messo in pericolo la vita delle persone”.
Il braccio violento della legge resta 50 anni dopo ancora un film leggendario. Non solo per la sua assoluta qualità, le interpretazioni magistrali e le innovazioni, ma anche per questi aneddoti che raccontano un cinema di strada, da guerriglia, che ci appare così distante e così moderno.
Fonte: New York Post