L’incredibile Hulk è la sliding door dell'MCU
L’incredibile Hulk è il secondo film del Marvel Cinematic Universe e quello che ne ha indirettamente segnato il destino
L’incredibile Hulk va in onda su Italia Uno questa sera alle 21:20
Pur essendo ancora lontano dal perfezionamento della formula che arriverà probabilmente con il primo Avengers, Iron Man è un film che mostra già molte delle caratteristiche comuni a più o meno tutti i film del Marvel Cinematic Universe, prima di tutto in termini di alternanza tra azione spettacolare e ironia pungente e post-moderna – botte e battutine, in pratica. Provate invece a riguardare i titoli di testa di L’incredibile Hulk, che in tre minuti riassumono tutta la backstory che serve per capire il film e che ricordano da vicino certe cose fatte da Zack Snyder:
È solo l’inizio di un film che, per toni e ritmi, è molto distante da tutti quelli che sarebbero venuti dopo. La scelta di riassumere quello che altrove sarebbe stato il primo atto in una singola sequenza iniziale lascia spazio a una caratterizzazione del personaggio di Bruce Banner proiettata più al passato, ai supereroi tormentati e cupi la cui ascesa era culminata proprio quell’anno con Il cavaliere oscuro, che al futuro epico e colorato che ci ha portato invece a Endgame (e a Thor: Ragnarok). Il Banner di Edward Norton è un eremita, un mostro di Frankenstein fuggito dai suoi creatori e che vede il suo superpotere come una malattia da guarire, non un’opportunità da sfruttare.
Da un lato, dunque, nel mese di maggio 2008 uscì un film di supereroi con un protagonista carismatico, con la battuta sempre pronta e che affronta la vita con l’arroganza di chi sa che ne uscirà vincitore. Dall’altro, nel mese di giugno ne uscì uno con un protagonista depresso e isolato, schiavo dei suoi poteri e che anelava solo a una vita normale. Il primo, costato 140 milioni di dollari, ne incassò quasi 600. Il secondo, costato altrettanto, ne incassò 260. Lì Marvel si fermò due anni, fece due calcoli, e nel giro di altri due anni, tra il 2010 e il 2011, buttò fuori Iron Man 2, che era una versione esagerata del primo, e Thor, che ci presentava un dio del tuono con un insospettabile lato comico.
Captain America: The First Avenger è l’unico della Fase Uno che mantiene ancora un tono relativamente sobrio, prima di quell’orgia che è (ancora oggi!) il primo Avengers. E poi cominciò la Fase Due, arrivarono anche I Guardiani della Galassia e, be’, sapete com’è oggi la situazione. Siamo convinti che, se i numeri che abbiamo citato sopra fossero stati invertiti, oggi questo pezzo sarebbe completamente diverso. Se L’incredibile Hulk avesse avuto più successo di Iron Man, Tony Stark non avrebbe avuto bisogno di arrivare al terzo capitolo della sua personale trilogia per avere i primi veri turbamenti esistenziali, né probabilmente i Guardiani sarebbero stati affidati a uno come James Gunn.
Resta il fatto che, visti oggi, i due film rappresentano due strade molto diverse per far crescere l’MCU, e che il pubblico ha scelto quella del miliardario playboy filantropo e non quella dello scienziato depresso e solitario.
Da qualche parte nel multiverso è andata al contrario, e chissà com’è la loro versione di Avengers: Endgame.