Jack Reacher non è Jack Reacher, ma è simpatico lo stesso
Il Jack Reacher di Tom Cruise ha poco a che vedere con il personaggio di Lee Child, ma ha il carisma giusto e un grande regista alle spalle
La nostra recensione della serie di Prime Video dedicata a Jack Reacher si apriva con queste parole: “La prima cosa che salta all’occhio guardando Reacher è Alan Ritchson, cioè lo stesso Jack Reacher”. La prima cosa che salta all’occhio guardando Jack Reacher, invece, non è Tom Cruise, ma una straordinaria sequenza quasi muta che dimostra come Christopher McQuarrie, veterano dell’industria che nel 2012 dirigeva quello che era appena il suo secondo film, sia uno dei registi di genere migliori che ci siano in circolazione, capace di coniugare secchezza e precisione chirurgica con un gran gusto estetico e un notevole occhio per le simmetrie. Tom Cruise, cioè il Jack Reacher che non è esattamente Jack Reacher, arriva dopo; e la prima impressione, almeno per chi ha letto i romanzi di Lee Child, è quella di trovarsi di fronte alla versione ordinata su Wish dell’ex supersoldato.
Perché al di là di ogni considerazione che faremo dopo sul film, e dei soliti discorsi sull’importanza o meno di un adattamento fedele quando si fa il salto dalla pagina al grande schermo, è innegabile che il Jack Reacher di Jack Reacher non sia Jack Reacher. Una cosa è adattare, modificare certi tratti caratteriali di un personaggio o certi snodi di trama per meglio adeguarli al salto di mezzo. Un’altra è prendere un personaggio descritto come un armadio di 1.95m per 95kg con “la faccia che sembrava cesellata nella roccia da uno scultore con tanto talento e poco tempo a disposizione” e affidarlo a Tom Cruise, che stando alle informazioni che si trovano su Internet è più basso non solo del Jack Reacher dei romanzi e di quello della TV, ma persino di chi sta scrivendo queste parole.
Cambiare in maniera così radicale l’aspetto di Jack Reacher, nascondendo quella “forza pari a quella di tre uomini” dietro le camicette anni Novanta di Tom Cruise, significa avere a che fare con un personaggio che con il Jack Reacher dei romanzi condivide il nome e la backstory, ma che per il resto deve necessariamente avere una forza tutta sua, un suo modo di essere Jack Reacher che non può affidarsi alle proporzioni. O anche: il Jack Reacher di Jack Reacher non è Jack Reacher, ma un personaggio interpretato da Tom Cruise che si chiama Jack Reacher. E sapete qual è il punto? Lo era nel 2012 quando il film uscì e lo è ancora di più oggi che abbiamo potuto vederlo e rivederlo a mente lucida: il punto è che al film, a Christopher McQuarrie, soprattutto a Tom Cruise, di tutti questi discorsi non frega nulla.
L’intero film è caratterizzato da una sorta di tacito consenso relativo alla discrepanza tra quello che Reacher fa e quello che è. Ovviamente è capace di disarmare un intero plotone di mercenari con il solo uso della sua intelligenza e di una graffetta (potrebbe non essere esattamente così, ma il senso rimane): è Tom Cruise, e quando Tom Cruise si mette in testa di fare una cosa non c’è nulla che lo possa fermare. Con ogni probabilità, Jack Reacher non funzionerebbe altrettanto bene se al posto di Tom Cruise ci fosse un altro attore altrettanto bravo e con lo stesso physique du rôle ma che non è Tom Cruise: il film beneficia direttamente della fama del suo protagonista e dei miti che circolano su di lui e sulla sua dedizione al lavoro. Reacher si può permettere di non raggiungere il metro e ottanta perché lo fa con la faccia di Tom Cruise: metteteci chiunque altro e l’illusione collasserebbe all’istante.


