La prova del tempo: 1980, quando L'Impero colpì ancora
Nel nuovo appuntamento con la nostra rubrica Plus sulla storia del box-office parliamo del 1980, con L'Impero colpisce ancora
L'Impero colpisce ancora - $209,398,025
Dalle 9 alle 5... orario continuato - $103,290,500
Nessuno ci può fermare - $101,300,000
L'aereo più pazzo del mondo - $83,453,539
Fai come ti pare - $70,687,344
Soldato Giulia agli ordini - $69,847,348
La ragazza di Nashville - $67,182,787
Una canaglia a tutto gas - $66,132,626
Laguna blu - $58,853,106
The Blues Brothers - $57,229,890
Come soltanto Il padrino prima di lui, Star Wars sforna a sorpresa un sequel in tutto e per tutto all’altezza dell’originale.
Al secondo posto, un gran mucchio di soldi per Dalle 9 alle 5 orario continuato. L’avrei messo tra i “dimenticati” nel paragrafo successivo perché in Italia, sorprendentemente, in modo del tutto inspiegabile, questa storia di tre donne che si vendicano di un capo sessista non suscitò particolare interesse. Ma altrove è un classico immortale: all’epoca ne fu tratto un telefilm, nel 2008 ne fu tratto un musical teatrale che prima del Covid era ancora in tour, la colonna sonora di Dolly Parton viene ancora suonata in radio tanto spesso quanto quella di Grease.
Al terzo posto Nessuno ci può fermare conferma la potenza della coppia Gene Wilder / Richard Pryor ai botteghini USA, mentre al quarto si piazza la vera sorpresa della stagione, il film che parodizzando la serie Airport inventò sostanzialmente un nuovo stile di commedia fatto di gag rapide e surreali alla velocità della luce: L’aereo più pazzo del mondo.
Un’altra sorpresa al nono posto: chi l’avrebbe detto che, tra i responsabili di Grease, quello che avrebbe azzeccato il progetto seguente sarebbe stato il regista? Randal Kleiser adatta per la terza volta Laguna blu, romanzo del 1908 di Henry De Vere Stacpoole su due ragazzini spiaggiati su un’isola deserta che devono sopravvivere ma soprattutto – soprattutto rispetto a sopravvivere – gestire da soli le prime pulsioni sessuali. E lo fa capitalizzando sulla 15enne Brooke Shields, astro nascente di Hollywood non nuova alle controversie: due anni prima aveva interpretato una prostituta bambina in Pretty Baby di Louis Malle, e nel mentre aveva accumulato ruoli da protagonista e una famosa e provocante pubblicità per Calvin Klein. La fotografia del momento culturale del 1980 è che la critica in media si lamentò del fatto che Laguna blu fosse molto brutto E non mostrasse abbastanza sesso.
Infine, appena al decimo posto, i Blues Brothers: piuttosto deludente se consideriamo che si trattava del primo film di John Landis e John Belushi dopo Animal House, rispetto al quale tra l’altro vantava un budget quasi 10 volte superiore.
I dimenticati
Credo di non aver mai avuto una sola conversazione in vita mia in cui qualcuno abbia citato La ragazza di Nashville. Ma non solo: non ho mai letto un qualsiasi articolo che parlasse o anche solo citasse La ragazza di Nashville. O meglio: sì, ne ho letti diversi, ma il contesto era sempre qualcosa tipo “Sissy Spacek (premio Oscar per La ragazza di Nashville), bla bla bla [frase su tutt’altro argomento]”. Lo vedremo probabilmente spesso nei prossimi numeri di questa rubrica: a volte un film giusto esce nel momento giusto e ha il budget di marketing giusto, e si piglia un pugno di nomination agli Oscar. Capita anche che ne vinca qualcuno. Ma poi viene dimenticato al volo. Specie se l’unica attrattiva è sostanzialmente la prova da attrice di Sissy Spacek: un sacco di gente si incuriosisce, lo va a vedere, pensa “oh, è vero, è davvero brava Sissy Spacek” e buona lì. Il motivo degli ottimi incassi in America però si deve ovviamente anche ad altro: si trattava della storia della popolarissima cantante country Loretta Lynn, tratta da un’autobiografia di successo uscita nel ’76, e in quanto tale parte di uno sforzo di marketing coordinato con una vendutissima colonna sonora. Insomma, era un po' il Bohemian Rhapsody dell’epoca, sicuramente più dignitoso ma purtroppo incentrato su un personaggio noto solo negli USA.
I sottovalutati
Non incassa malissimo Shining, ma lo troviamo soltanto al 14esimo posto. Una delle cose più divertenti di Shining è, negli ultimi anni, la gente che rimane a bocca aperta quando scopre che a Stephen King non piace perché non assomiglia per nulla al suo romanzo. Il punto è: quando uscì il film, fu una critica mossa da tanti. Non furono poche le recensioni perplesse, sia per il tradimento della fonte che per l’incontro fra il rigoroso stile di Kubrick e il genere horror che inizialmente sembravano smorzarsi a vicenda, mentre il pubblico dall’altro lato lo trovava tendenzialmente lento e criptico. La reputazione era talmente bassa che Stanley Kubrick fu candidato come peggior regista ai Razzies (premi notoriamente assegnati unicamente sulla base della reputazione). Ma Nicholson era una star, ed era in overacting irresistibile: Shining incassò bene, e col tempo sia critica che pubblico impararono ad inquadrarlo meglio e apprezzarlo.
Poco sotto troviamo il nuovo film di Cheech & Chong (genialmente intitolato Cheech & Chong’s Next Movie), e una serie impressionante di classici che vi elencherò in ordine decrescente: Venerdì 13 (posizione 18), Vestito per uccidere (21), Elephant Man (25), Toro scatenato (27), American Gigolo (29), The Fog (31), Saranno famosi (32). E crepi l’avarizia, citiamo anche Octagon con Chuck Norris (37) che incassa quasi il doppio del nuovo Woody Allen (Stardust Memories, 60). Ancora più giù poi troviamo il primo Mad Max, noto in Italia come Interceptor: incassa in totale 8 milioni, che non sono male considerando che si trattava di un low budget australiano girato con 300.000 dollari.
Il grande flop
L'imbarazzo della scelta.
Si potrebbe citare Popeye, la risposta dell’accoppiata Robert Altman/Robin Williams a Superman: ci si aspettavano grandi cose, lasciò il pubblico perlopiù stranito, ma recuperò comunque i costi con un dignitoso 12esimo posto.
Si potrebbe citare Flash Gordon, la risposta del nostro Dino De Laurentiis a Star Wars: ci si aspettavano sfracelli, e il 23esimo posto è sicuramente deludente, ma in Europa incassò bene e anche lui recuperò i costi.
Ma è l’anno epocale di I cancelli del cielo di Michael Cimino.
Costato all’incirca 45 milioni (oltre il doppio di Star Wars) ne portò a casa poco più di 3, per un 94esimo posto che lo piazza al di sotto persino di una (inspiegabile) re-release di Lo squalo 2.
E in Italia?
Uno spettacolo. L’impero colpisce ancora viene sbattuto fuori dal podio da Ricomincio da tre, Il bisbetico domato e Fantozzi contro tutti. Shining riesce a infilarsi al decimo posto, superato da una riedizione di Biancaneve e i sette nani, ma a parte questi c’è un solo altro film americano in Top 10… vediamo se lo indovinate. Riguardatevi la Top 10 USA qua in alto. Secondo voi quale di quei dieci film a parte Star Wars ha catturato l’interesse del pubblico italiano? Un indizio: non è ovviamente Dalle 9 alle 5. Sì esatto, era facile: Laguna blu.
