È l'inizio di una nuova era per Netflix?
L'uscita di scena di Hastings segna una nuova era per Netflix? Il servizio streaming nega che sia il momento di un radicale cambiamento
L'annuncio è arrivato qualche giorno fa ed il fatto che non fosse del tutto inatteso non lo ha reso meno sorprendete: Reed Hastings,co-fondatore ed Amministratore di Netflix, ha lasciato il suo ruolo nelle mani di Ted Sarandos e Greg Peters e, pur rimanendo nella posizione di Presidente Esecutivo, per agevolare questa transazione, nonché detentore di azioni per 1,6 miliardi dollari, per la piattaforma si preannuncia - forse -l'inizio di una nuova era.
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SE I NUMERI SONO MIGLIORATI SIGNIFICA CHE NON C'È CRISI?
Niente di più sbagliato. Le acque nell'era post-Hastings, che Sarandos e Peters dovranno ora a navigare, sono decisamente agitate. Dalla nascita di Netflix, nel 2011, il 2022 è stato l'anno peggiore per la piattaforma in termini di crescita, nonché quello in cui le azioni hanno perso quasi la metà del proprio valore.
E dal punto di vista creativo le cose non vanno meglio: celebrata fino a qualche hanno fa come una sorta di salvatrice della patria dai creativi, la piattaforma oggi, e tutti servizi streaming in generale, sono guardati con grande sospetto da autori ed attori, che non solo si vedono cancellare sempre più spesso le proprie serie, ma non hanno più nemmeno la garanzia, in alcuni casi, di ricevere i diritti spettanti dalla loro permanenza sulle varie piattaforme, perché gli show meno visti (e soprattutto quelli più costosi da mantenere in termini di diritti da pagare ai creativi) vengono ormai ritirati senza troppe cerimonie per i costi che comportano.
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LE ORIGINI DI NEFLIX
E proprio a proposito dell sue origini, per rivangare il passato, Netflix è stata fondata nel 1997 da Hastings e Marc Randolph, che ha servito nel ruolo di Amministratore Delegato nei suoi primi anni di vita, prima di essere sostituito dall'uomo che è poi rimasto a capo dell'azienda per un ventennio, guidandola anche nel processo per la quotazione in borsa.
Nel 2011 Hastings introdusse al mondo Qwikster, con il quale la società ha sostanzialmente separato il servizio streaming (allora ai suoi albori), da quello del noleggio per corrispondenza di DVD, causando una perdita di 800.000 sottoscrittori ed un aumento dei costi per i clienti del 60%, che si risolse in un crollo azionario e nella chiusura del progetto.
UN'ACCANITA CONCORRENZA
Dopo aver regnato per anni indisturbato come leader dello streaming, al quale molti Studios e network cedevano i diritti per trasmettere i propri prodotti, godendo dei vantaggiosi accordi economici sottoscritti con una piattaforma che sembrava avere introiti inesauribili, la musica ha cominciato a cambiare e, con la nascita di nuovi servizi streaming, Netflix è stata vista sempre di più come un pericoloso competitor. La conseguenza più immediata è stata infatti la conclusione degli accordi con Netflix, che ha condotto al ritiro di molti prodotti dalla piattaforma al fine di arricchire i nascenti servizi streaming (Disney+, HBO, Apple).
La risposta di Netflix è stata invece quella di introdurre un piano meno costoso con la pubblicità e progettare un giro di vite sulla condivisione delle password (le stime parlano di almeno 100 milioni di utenti che usano il servizio senza pagarlo) che, più prima che poi, cadrà come una scure su tutti gli abbonati alla piattaforma, mettendo fine a quel periodo d'oro in cui (era il 2017), la piattaforma ci faceva sapere con orgoglio ed un po' di ingenuità che "amare significa condividere una password".
Love is sharing a password.
— Netflix (@netflix) March 10, 2017
Spencer Neumann, direttore finanziario di Netflix, nonostante i risultati non stellari dell'introduzione del piano con pubblicità, ha persino dichiarato che la piattaforma starebbe guardando con interesse alla crescita dei servizi streaming gratuiti supportati dalla pubblicità e non ha escluso di provare questo modello di business in futuro, proprio come uno di quei tanto bistrattati network da cui servizi come Netflix hanno sempre voluto distanziarsi.
Ah, la gioia dei corsi e ricorsi storici!