Luca cattura l'atmosfera estiva e le sensazioni meglio di qualsiasi altro film Pixar
Prima i personaggi, dicono oltre oceano. Luca dimostra invece che un film si fa anche sulle sensazioni che essi provano e sulle atmosfere
Prima la cittadina di Crema, ora Portorosso, che nasce da una crasi tra Portovenere e Monterosso, nelle Cinque Terre. Questi due luoghi sembrano isolati dal resto del mondo: una sorta di arcadia dei miti antichi, dove si svolgono amori carichi di eros (nel primo) o tornei, amicizie, iniziazioni (in Luca). In questi scenari i due film riescono a catturare l’estate, con il suo sapore distintivo.
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Enrico Casarosa, che ha attinto ai propri ricordi d’infanzia, riempie di dettagli vivissimi gli sfondi. Ci sono le vecchiette sedute e sonnecchianti all’ombra, i gatti che camminano sui cigli dei muretti, i giornali seccati al sole e le locandine del cinema all’aperto ingiallite dalla sabbia. Si possono vedere, certo, ma sono disegni che hanno anche sapore, emanano un profumo distintivo d'infanzia. È subliminale: non ci soffermiamo particolarmente. Eppure è proprio questa abbondanza di personaggi - che fanno parte della scenografia stessa - a raccontare un’atmosfera unica.
Luca usa gli stereotipi con cui gli americani vedono gli italiani per ribaltarli in una caratterizzazione complessa. Casarosa non scrive solo della “pizza e del mandolino”, ma ne trova la valenza culturale e gli dà un’importanza nella crescita della storia. Spezza il luogo comune facendolo diventare un luogo particolare, un tratto distintivo.

In Luca invece l’atmosfera estiva è ovunque ed è importantissima. Gli animatori la inseriscono anche nella color palette luminosa e pressoché priva di ombre. I mesi caldi hanno una particolare valenza culturale in Italia e per questo sono nel film una bandiera dello Stivale ancora più forte dell’onnipresente pasta o dei film di Fellini. Non esiste da nessun’altra parte un clima simile, e Casarosa lo dimostra nel film, fatto dalle vampate che arrivano dalle pietre, dal frinire delle cicale, e dal vento fresco notturno che può portare improvvisi temporali.
I tre sono nuove generazioni che vivono oltre le tradizioni. Cercano di superarle quando implicano chiusura, ovvero la caccia ai mostri. Invece vi partecipano con entusiasmo quando sono sfide che uniscono, come la gara in bicicletta.
A consolidare l’amicizia c’è la Vespa, un mezzo inscindibile dalla bella stagione. Mitizzata nel cinema classico, adottata a basso costo dai giovani dell’epoca, la motocicletta è autonomia e autodeterminazione. È la bicicletta degli adulti ed è il sogno di superare i confini. È un mezzo fa da ponte tra paesi distanti grazie alla sua agilità. Nel film incarna il sogno che il mondo subacqueo possa convivere con quello di superficie.
Luca non è solo un film ambientato in Italia, ma è un grande tentativo di portare un cinema diverso, europeo, nella grande animazione statunitense. Character first, dicono oltre oceano, prima i personaggi. Casarosa dimostra che non deve essere per forza così: perché un film si fa anche sulle sensazioni che essi provano mentre superano gli ostacoli. E l’emozione può anche essere un ricordo dei giochi d’infanzia nelle strade delle località di vacanze in cui, lontani dai genitori, si impara ad essere persone.