Mamma ho perso l’aereo: cinque ragioni per il sì al remake (e cinque per il no)
Mamma ho perso l’aereo avrà un remake: è una buona idea o sarebbe meglio rinunciarci? Proviamo a capire quale delle due ipotesi ci convince di più
Non dovrebbe suscitare scandalo affermare che Mamma ho perso l’aereo è un capolavoro, una commedia natalizia che attinge alla tradizione della slapstick comedy e la macchia di quella particolare forma di sadismo che solo un bambino può concepire – la stessa violenza estrema ma apparentemente senza conseguenze di certi cartoni animati: Joe Pesci e Daniel Stern sono Wile E. Coyote e Kevin McAllister è il Road Runner, e il tutto è impacchettato con la più festiva e colorata delle carte da regalo natalizie. Mamma ho perso l’aereo è un film per famiglie che parla di abbandono, solitudine e della differenza tra avere un figlio e crescere un figlio, ed è una delle commedie più divertenti del secolo perché si affida a generatori di risate che non invecchiano mai; è un gigantesco parco giochi che funziona e affascina nel 2021 tanto quanto lo faceva nel 1991.

Sì: tanto ormai lo fanno tutti
No: non c’è Macaulay Culkin
Ci dispiace preventivamente per chiunque finisca per ereditare il ruolo di Macaulay Culkin: Mamma ho perso l’aereo si regge sul suo protagonista tanto quanto sulle sue trappole, forse anche di più. I paragoni saranno inevitabili, e la cosa più difficile sarà evitare il rischio di clonare Kevin e trovare una strada personale per ri-abitare il personaggio. Possibile? Sì. Probabile? Noi diciamo di no.
Tutte le trappole e le scene slapstick che ne conseguono (a proposito: riuscite a trovarle tutte?) sono state realizzate con effetti pratici. A quanto pare non è stata un’esperienza divertente, e sicuramente la necessità di preservare le vite di alcune persone ha messo dei necessari freni alla creatività sul set. Oggi si potrebbe osare molto di più...
No: certe cose non si potrebbero più fare

Sì: se c'è Macaulay Culkin un qualche modo
No: John Hughes non c’è più
Parlando di persone che hanno reso grande l’originale, John Hughes, l’autore della sceneggiatura (nonché uno dei registi più importanti degli anni Ottanta), è morto nel 2009. Non ci viene in mente neanche un nome che potrebbe essere all’altezza di raccogliere la sua eredità: a voi sì?
Mamma ho perso l’aereo è un classico ed è diventato parte dell’immaginario collettivo quanto E.T. o Indiana Jones; non è più solo un film, ma un riferimento culturale: è difficilissimo immaginare un reboot moderno che faccia finta che l’originale non sia mai esistito, più facile pensare a un progetto molto meta- nel quale il/la protagonista ha il film del 1990 come modello di riferimento. In questo modo, oltre che reboot il film diventerebbe anche un omaggio e uno sguardo critico su un’opera importante.
No: “La vita è breve”

Sì: il mondo è cambiato
No: abbiamo gli smartphone
D’altra parte in un mondo iperconnesso e dominato dagli smartphone diventa parecchio difficile giustificare l’intera trama del film, a meno di non attaccarsi alle solite scuse tipo “un blackout e un sabotaggio alle torri cellulari della zona”. Sarebbe più interessante provare a integrare l’esistenza di Internet, e soprattutto dei social, con la trama – resta il fatto che, così com’è, Mamma ho perso l’aereo al tempo degli smartphone non ha senso, e bisognerà trovare una soluzione alternativa.