Quando Macaulay Culkin cercava di ammazzare Elijah Wood, ovvero L’innocenza del diavolo
Macaulay Culkin vs Elijah Wood, ovvero L'innocenza del diavolo. Un film disastroso tratto dalla sceneggiatura di Ian McEwan.
L'innocenza del diavolo è un film del 1993, ma ha trovato il suo selling point una decina di anni dopo. Ciò che lo rende irresistibile è infatti la composizione del cast, dove un piccolo Macaulay Culkin interpreta il giovane aguzzino di… un piccolissimo (!) Elijah Wood. Insomma, oggi il film si dovrebbe intitolare “Frodo Baggins vs Kevin McCallister”. Non un crossover tra Il signore degli anelli e Mamma ho perso l’aereo, ma poco ci manca. O meglio, non sfigurerebbe male come sequel di quest’ultimo, in cui un traumatizzato Kevin affina le sue doti militari per sopraffare chiunque gli capiti a tiro.
Certo, ogni tanto vede la mamma nella zia, e crede che si sia trasfigurata per stare con lui (eh sì). Talvolta si sente abbandonato dal padre che non dispensa più di un paio di telefonate al giorno. Ma soprattutto il cugino Henry, prima amorevole, lo coinvolge in giochi sempre più pericolosi. Rivela sin da subito un lato oscuro mortale. Ma siccome siamo negli anni ’90 nessuno crederà alle parole di Mark che, disperato, cerca di avvertire gli adulti.
McEwan sostiene che la sceneggiatura iniziale fosse degna del suo talento, e vogliamo crederci anche noi. Fatto sta che il film subì un martirio produttivo tale da renderlo una fastidiosa pellicola di bambini petulanti. Piccoli teppisti in erba con genitori così insensibili rispetto alla psiche dei figli che non stupisce siano stati in grado di crescere solo un egomaniaco.
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Mary Anne Page stessa disse, nel 1993: “cambiò tutto con l’arrivo di Mamma ho perso l’aereo che provò che i film sui bambini possono attirare anche gli adulti. Ma soprattutto Il silenzio degli innocenti, che disse ‘ok, si possono fare thriller estremi’.” Fox cambia idea, Michael Lehmann viene chiamato alla regia, McEwan riscrive il film. Nel novembre 1991 tutto era pronto.
O quasi.
McEwan ci provò a dire che il ruolo non era scritto per lui, ma dovette accettare la cosa. E accettare che il personaggio di Richard avesse le sembianze di Rory Culkin (fratello di Macaulay). E accettare che Connie fosse interpretata da Quinn Culkin (sorella).
Sistemata la famiglia, Kit fermò la produzione in modo tale che non coincidesse con le riprese del sequel di Mamma ho perso l’aereo. Occorre sottolinearlo: tutto questo con le persone già sotto contratto, i set pronti, e i bambini che “invecchiavano”. Pare che Michael Lehmann, il regista di allora, si lamentò con la produzione dicendo: “Macaulay non sa recitare. Mima e basta. Recita una battuta alla volta. E non è ciò di cui il film ha bisogno”.
Pare sia stato proprio Kit Culkin a decidere la sua sostituzione. Al suo posto arrivò quindi, su indicazione di Kit, il regista Joe Ruben.
Mentre la produzione perdeva soldi da tutte le parti, McEwan si preparava ad una nuova stesura. Dopo un paio di incontri però lo scrittore non ebbe più notizie. Chiamava e non trovava risposta. Dopo cinque anni di lavorazione era stato estromesso senza una spiegazione! Un’altro sceneggiatore finì l’opera. McEwan ottenne il suo nome nel film, e i relativi proventi, ma restava poco di suo.

Sì, L’innocenza del diavolo è il disastro che questa storia preannuncia. Sia Macaulay Culkin che Elijah Wood sono completamente fuori parte. Sembrano venire da un altro film. I sentimenti dei personaggi esplodono senza alcuna costruzione. La regia fa così tanti occhiolini che ad ogni scena è chiaro cosa succederà nella successiva. Non c’è costruzione della tensione e nemmeno empatia. È un film che non si diverte a trovare modi creativi di mostrare l’orrore (troviamo qui il realismo di McEwan), ma nemmeno riesce ad essere credibile.
L’unica cosa che resta notevole, e per certi versi esilarante, è vedere quelle due figure minute di attori bambini prodigio che se le danno di santa ragione, senza crederci nemmeno un attimo. Quei due volti così cinematografici al servizio di un drammone che cerca le lacrime facili (e non ne trova nemmeno una) in cui ogni primo piano è sempre al servizio della star, e mai della storia.
Non si sa se quest’ultimo fatto sia veramente legato al film, ma andò ad aumentare la già terribile fama della pellicola. L’innocenza del diavolo oggi non è un film che va evitato. Va visto per farsi due risate e, sapendo la storia produttiva, immaginare quello che poi fu veramente il film: un tentativo dei Culkin di prendere possesso di Hollywood ed eliminare la concorrenza.
L'innocenza del diavolo è disponibile su Disney+ nella sezione Star.