Sessualità, socialismo e Mortal Kombat 11: l’ultima, incredibile, polemica videoludica di stampo alt-right
Mortal Kombat 11 è al centro di polemiche riguardo i personaggi femminili, tra questioni politiche e ideologiche di stampo l'alt-right
Giusto un po’ di contesto, perché giustamente l’ultima frase potrebbe avervi fatto roteare gli occhi più volte, come al sottoscritto. Intanto, Mortal Kombat 11 è uscito da un po’ ormai e potete trovare la nostra recensione qui. Poi, questo discorso fa incredibilmente il paio con una digressione che pubblicammo riguardo Dead or Alive 6, il senso della sensualità e dei costumi succinti, e di come sostanzialmente sia il caso di farsene una ragione (articolo che vi consigliamo di recuperare nell’ottica di questo discorso).
A tutto questo uniamo la crescente ondata di videogiocatori seguaci dell’alt-right, che inquadra l'odio del maschio videoludico eterosessuale medio (?) verso la giustizia sociale, e gli strascichi del GamerGate, che ancora sembrano non essere scomparsi del tutto, ed ecco che la nuova tesi del momento: le signore di Mortal Kombat 11 sono state realizzate volutamente brutte per inseguire uno schema preciso.
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Già Injustice 2 mostrava alti e bassi per quanto riguarda i volti dei personaggi[/caption]
“Chiediamo a NetherRealm Studios di portare l’iconico character design del Mortal Kombat del 2011 in Mortal Kombat 11 come opzione per i personaggi femminili come Jade, Skarlet e Kitana insieme a forme del corpo più idealizzate […] La ragione per qui stiamo facendo questa petizione non è la gratificazione, ma perché molti di noi iniziano a pensare che NetherRealm si sia arresa al politicamente corretto e che la castrazione del franchise di Mortal Kombat sia talmente avanzata da dover essere presa in considerazione. Io, e molti altri fan, crediamo che le donne svestite siano un’aggiunta all’atmosfera sopra le righe da MK2 a MK9”.
Come successo spesso negli ultimi anni, la politica e la supremazia sessuale si mischiano fortemente (pensate a tutta la bagarre intorno a Brie Larson e Captain Marvel, per gli appassionati di cinema) e diventano un unico argomento poco comprensibile e difficile da districare. Inoltre, dalla critica al femminismo, la petizione vira fortemente verso una sorta di contro-femminismo:
Il tema politico emerge non solo da questa singola petizione, ma anche da una grande parte dei commenti riguardo la vicenda, perlopiù affidati a Twitter, il cui tema comune è: “la politica ha rovinato Mortal Kombat 11”. Il femminismo e l’idea di non voler mercificare a tutti i costi la figura femminile sono gli argomenti che fanno da filo conduttore a tutti i detrattori del character design del gioco. Prendiamo un tweet del profilo dall’emblematico nome FightingSFWCensorships, che come ritratto ha Hinoka di Dead or Alive, che è lo specchio ideale di quanto sta accadendo:
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Il tweet in questione[/caption]
Ci sarebbe poco da commentare su una considerazione talmente atroce. Come detto, politica e supremazia del maschio bianco etero si mischiano in un coacervo di dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano. E volendo citare il gusto personale, non si può dire che le donne di Mortal Kombat 11 non siano sensuali, o almeno parte di esse.
"Politica e supremazia del maschio bianco etero si mischiano in un coacervo di dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano"Tra le più bersagliate dalle critiche c’è Sheva, resa più mascolina e possente, allo stesso modo sono considerate Jade o Skarlet, che a ben vedere è difficile definire “non attraenti”. Sonya è stata effettivamente resa un po’ mascolina, con degli abiti che ricalcano maggiormente l’idea di una soldatessa ma, ancora una volta, non è un personaggio brutto o esteticamente poco gradevole. Inoltre Mortal Kombat 11 non si allontana neanche troppo dall’idea di videogioco adatto al maschio bianco eterosessuale: i personaggi maschili sono tutti nerboruti e violenti; Kung Jin, gay, non è incluso nel roster, la relazione omosessuale tra Mileena e Tanya è scomparsa nel nulla. Quindi, oltre all’inutilità di base della polemica, Mortal Kombat 11 è un titolo che fa tutto meno che aderire a quelli che potrebbero essere gli standard di sensibilizzazione rispetto a certi argomenti.
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Il vecchio design, che alcuni rivogliono indietro, e quello moderno di Jade[/caption]
Il minimo comun denominatore della questione è, ancora una volta, l’autorialità di un progetto, la stessa che prevede che Sekiro: Shadows Die Twice debba essere un videogioco dal tasso di sfida elevato, per esempio.
Rimanendo nel mondo dei picchiaduro potremmo fare un discorso simile su Soul Calibur, Street Fighter e Tekken, dove ci sono senz’altro personaggi femminili molto sensuali, ma fortemente caratterizzati e in linea con l’estetica della produzione. Per non parlare di quando la sensualità diventa un punto di forza della caratterizzazione, come nel caso di Bayonetta, un personaggio che gioca sull’avvenenza fuori e dentro la fiction della narrazione stessa.
Nel nostro caso, NetherRealm ha deciso che i personaggi femminili di Mortal Kombat 11 debbano essere più al passo con i tempi, meno nudi ma allo stesso tempo comunque attraenti, costruiti attraverso una precisa scelta estetica, e non con la volontà di compiacere chissà quale compagine politica.
Skarlet è tra i personaggio non "abbastanza attraenti", secondo i detrattori[/caption]In alcune parti del mondo e per alcune persone il termine socialismo è considerato sostanzialmente una parolaccia, associato alla sinistra, al femminismo estremo, alla sanità pubblica, al comunismo e altro ancora. Per una fetta rilevante della destra americana qualsiasi politica di sinistra all’europea è considerato socialismo e per molti c’è una facile assonanza tra socialismo e comunismo. L’idea della femminista è, per queste persone, quella della donna brutta, poco attenta alla cura di sé stessa, che odia il maschio.
Questo ci ricorda quanto i videogiochi siano importanti nella società attuale, quanto possano generare discussioni e riflessioni importanti e, allo stesso tempo, quanto sia fondamentale intercettare e analizzare con attenzione gli umori di addetti ai lavori e fruitori. Il fastidio contro i personaggi femminili poco avvenenti di Mortal Kombat 11 è un misto di malumori di matrice diversa. In parte politici, dato che esplica la rivalità accesa nei confronti del femminismo e del politicamente corretto, ma soprattutto derivanti dall'atavico desiderio del videogiocatore medio di cullare i propri occhi con la visione di protagoniste femminili che siano prima di tutto delle bombe sexy. In questo caso la questione politica è una scusa per molti, un modo per darsi un tono e elevare un discorso che parte in realtà da un concetto molto più semplice: “mi hanno rovinato il mio videogioco e devo prendermela con qualcuno o qualcosa a tutti i costi”.