Sono serviti tanti Loki per capire che il personaggio non potrà mai essere veramente cattivo
I Loki visti nella serie sono la prova che il destino cinematografico del personaggio è di credersi malvagio per diventare... qualcosa d'altro
Nemmeno Loki fu risparmiato. Più o meno. È chiaro infatti che un personaggio del genere non avrebbe potuto subire lo stesso trattamento di un Ivan Vanko qualsiasi. Però se nel primo Thor il tema della gelosia e il suo rapporto con la famiglia asgardiana accennavano alla complessità psicologica del semidio, in Thor: The Dark World questa invece si perdeva. Persino in The Avengers, spesso citato come una delle sue migliori apparizioni, ciò che lo spinge ad invadere New York è quanto mai fumoso. A motivarlo sono i “grandi propositi” che, tempo dopo, ci spiegherà la serie. Però il suo rapporto con Thanos e la strategia di attacco sembrano più una missione suicida che le macchinazioni di un agente del caos.
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Con Thor: Ragnarok Loki riceve una radicale opera di restauro. Non è più un conquistatore di mondi, ma un rancoroso fratello (di nuovo). Taika Waititi riparte dalle basi e ne costruisce la prima vera “variante”. Loki cambia, rinasce molto meno Dio e molto più uomo. In The Dark World avevamo avuto uno scorcio dei suoi sentimenti, in Ragnarok invece sono in piena luce del giorno.
È un grande cambiamento anche nella prossemica. Non si sottolineerà mai abbastanza quanto la sua presenza vicino al fratello alla fine del film di Waititi sia il momento più importante nel suo sviluppo. I Loki non stanno vicini, evitano il contatto. Lo vediamo anche nella serie, dove per abbracciare Sylvie allunga una coperta (e non il braccio). L’unico tocco fisico lo concede a Mobius nella toccante dimostrazione di amicizia.
Quante maschere che ci sono in questa serie. Uno, centomila, e forse nessun Loki. Quello che vediamo cos’è? Un impiegato che si ribella ad un’organizzazione. Un ragazzino con velleità di conquista costretto a diventare adulto. O forse un personaggio in cerca d’autore (e di pubblico). Sicuramente non un cattivo, ma una vittima (a meno di un ultimo colpo di scena finale).
Ogni protagonista delle storie di ogni epoca deve confrontarsi con le proprie contraddizioni. Lui lo deve fare con un’infinità di espressioni della propria, complicatissima, identità. La conclusione a cui giunge è però sempre la stessa, ed è anche quella della Marvel: non è un cattivo, è un eroe mal riuscito. Come tutti i “supereroi con super problemi” in fondo…
La serie parla di varianti e di eventi Nexus. In realtà però i dilemmi della TVA sembrano quelli dei Marvel Studios. Cioè che farne di Loki. Quale tenere, quale usare e come. Che forma dare a questo personaggio amatissimo dal pubblico che però continua a rinascere e morire senza trovare pace? Lui stesso ride delle sue continue ripartenze!
Come scrivere le sue storie? Cosa farlo diventare? Il singolo personaggio non aveva più molta strada da fare dopo averle tentate tutte, e allora perché non farlo esplodere in una miriade di possibilità diverse? Loki non è più un titolo che si riferisce a un protagonista solo, ma ad una molteplicità.
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Quello che resta di questa serie, arrivati oramai vicini alla fine, è parzialmente un’occasione persa ma anche una nuova consapevolezza. Prendere il personaggio poco dopo la fine di The Avengers poteva voler dire svilupparlo come villain. Invece troppo presto ha mutato forma diventando molto simile a quello “canonico” dei film successivi. Il momento esatto quando è avvenuto il passaggio è la sequenza in cui vede la sua stessa morte.
Un cambiamento finalizzato a portare la storia nella direzione scelta dallo sceneggiatore Michael Waldron. Ma anche un’affermazione della Marvel. Una resa di fronte a un personaggio più difficile da gestire di quanto non appaia a una visione superficiale: Loki non potrà mai essere un cattivo assoluto. O, per lo meno, se lo sarà (magari nel finale di questa stagione?) non ha ancora dimostrato di poterlo essere a lungo. Ci hanno provato più volte, hanno sperimentato varianti su varianti, ma il Dio del caos ha in sé una scintilla di bene. Nemmeno lui sa dove sia, né perché esista, ma c'è. Forse è questo il suo destino: cercare di essere malvagio, ma finire sempre dalla parte del bene.
Vi ricordiamo che ogni giovedì, a partire dalle ore 17, parleremo della nuova puntata di Loki in una live ricca di spoiler e congetture varie ed eventuali ospitata sul nostro canale Twitch!