The Northman è il film “di vichinghi” definitivo?
The Northman è una storia di vendetta ispirata alla mitologia e alla cultura vichinghe: è il meglio che sia mai stato fatto nel genere?
The Northman è su Prime Video
Innanzitutto, spieghiamo cosa intendiamo con “definitivo”. È presto detto: Robert Eggers è un nerd nel senso più puro del termine, è un maniaco dei dettagli, è uno che passa più tempo a studiare ogni singolo passaggio, ogni singolo costume dei suoi film che a girarli effettivamente. Aneddoto personale: due anni fa, chi scrive ebbe modo di fare quattro chiacchiere con Paolo Buzzetti, assistente al montaggio del film nonché esperto di effetti speciali che tra le altre cose ha in curriculum The Martian e Alien: Covenant, il quale raccontò che Eggers si presentava ogni giorno sul set con una nuova pila di libri da studiare per assicurarsi di non sbagliare nulla. Tutto quello che si vede nei film di Robert Eggers è accuratamente studiato e ricercato e controllato e fatto controllare a esperti e ricontrollare a esperti di esperti.
Il fatto che questa attenzione maniacale al dettaglio e alla ricostruzione fedele non vada a inficiare sulla qualità del resto dell’oggetto-film è uno dei motivi per cui Robert Eggers è uno dei migliori registi in circolazione, ma il nostro punto è un altro: quando decide di raccontare qualcosa, Eggers ci tiene a farlo nel modo più giusto possibile – gli piace aprire finestre su altri mondi ormai scomparsi, e gli piace l’idea di portarli sul grande schermo in modo definitivo, appunto: chiunque volesse fare un altro film sulle streghe e i coloni del New England con lo stesso approccio folk/storico dovrà confrontarsi per forza con The Witch; oggi, al cinema, quel periodo storico è quel film.
Fin qui abbiamo parlato di intenzioni. E il risultato? Be’, c’è un problema di fondo dietro alla domanda “The Northman è il film di vichinghi definitivo?”, ed è il fatto che “vichinghi” vuol dire tutto e niente: stiamo parlando di gente che veniva dalle attuali Danimarca, Svezia e Norvegia, e che nel giro di due secoli arrivò fino in Gran Bretagna, in Russia e anche dall’altra parte dell’oceano, sull’isola di Terranova. Soprattutto, non tutti i popoli nordici erano vichinghi, cioè: “vichingo” non è una nazionalità ma un mestiere. Alcuni vichinghi erano, come li definivano, nel sud dell’Europa, pagani, cioè seguaci delle antiche religioni norrene; altri divennero cristiani, pur senza smettere di essere vichinghi. E questa che abbiamo scritto in questo paragrafo è un’estrema semplificazione (della quale ci perdoneranno gli storici all’ascolto) di una situazione culturalmente ancora più complessa.
In sostanza stiamo dicendo che è impossibile fare “il film di vichinghi definitivo”, perché sarebbe un po’ come pensare di fare il “film definitivo sui corsari”, o magari “sui preti”. The Northman è ambientato nell’895, quando i vichinghi esistevano già da circa un secolo: al massimo può essere il film definitivo su quei vichinghi. Se non fosse che… non lo è: è piuttosto una sorta di Best Of, un mix di elementi presi da diverse fonti, mix peraltro giustificato dal fatto che The Northman non vuole essere un film storico ma un fantasy fatto e finito, con magia, spade di fuoco, valchirie e visioni.
Il che, in un certo senso, significa anche che sì, The Northman è il film di vichinghi definitivo: è una compilation di storia e storie assemblata con la massima attenzione al dettaglio ma con tutte le licenze e le libertà storiche che servono a raccontare quella che di fatto è una leggenda, non un fatto di cronaca (la stessa leggenda che, modificata, diventò l’Amleto di Shakespeare). Vedetela così: non è un film sui vichinghi ma sulla vichinghità. È anche un film estremamente ambizioso, girato su una scala decisamente più ampia di quella a cui Eggers ci aveva abituato fin qui. Ci sono scene di massa, interi villaggi ricostruiti, una cura maniacale nell’uso delle luci e dei colori, acrobatici piani sequenza tra arti mozzati e metallo coperto di sangue…
Insomma: anche al di là del suo valore storiografico ed estetico, The Northman è anche un grande spettacolo. Drittissimo, grezzo, parlato il giusto, sobrio quanto basta ma che non ha paura di esagerare e sfiorare addirittura il cattivo gusto, evitandolo sempre per un pelo. A fronte di tutto questo, è così importante che sia un film definitivo? Conoscendo Eggers sì, ma noi che siamo meno severi di lui siamo disposti ad accontentarci di questo spettacolo.