Young Rock: cosa c’è di vero nella serie sulla vita di Dwayne Johnson?
Young Rock racconta con toni grotteschi la vita di Dwayne Johnson, eppure alcune delle storie più assurde sono quasi completamente vere!
A spiegarlo sono stati i creatori della serie raccontando il processo di ideazione delle puntate. Nahnatchka Khan ha scritto gli intrecci e le situazioni a partire dai racconti di Dwayne Johnson. Gli sceneggiatori hanno passato svariate ore a sentirlo raccontare. Spesso, a fine giornata, l’attore si beveva tequila in grandi quantità e si ricordava nuovi eventi assurdi. Mandava poi messaggi vocali alla sceneggiatrice e ne parlavano il giorno dopo. Grazie a questo lungo lavoro è venuta l’idea di dividere il racconto nelle tre timeline dell’infanzia (10 anni), l’adolescenza (15) e la giovinezza (18).
Ero un quindicenne che viveva a Nashville, Tennessee, e giravo nei bar di Broad street. Non c’era alcuna ragione perché fossi lì a 15 anni nei bar con un mio amico. Ad un certo punto arriva questo drogato che ci chiede se volevamo comprare una macchina. Io ho detto “per quanto?”. Mi ha risposto: “75 dollari”, io ho ribattuto “Ne ho 40, quando ritorno ti dò gli altri 35”. Allora gli consegno i soldi e lui mi dà le chiavi di una Thunderbird del 1979 e sono andato via in macchina.
Mentre guidavo io e il mio amico abbiamo sentito un rumore nei sedili posteriori, abbiamo guardato e c’era un altro drogato svenuto. Così l’abbiamo preso e gli abbiamo detto di uscire. Ero la vittima di uno scherzo perché non mi aveva dato le chiavi per il serbatoio della benzina e non potevo rifornirla. Probabilmente era rubata. Così l’ho lasciata nel parcheggio del Burger King.

Grazie al padre Rocky Johnson, Dwayne ha potuto conoscere tante star del wrestling. Gran parte della serie si concentra sul mostrare il "dietro le quinte" della loro vita pubblica. Una delle scene più divertenti di Young Rock dove Andre The Giant lo solleva di forza e lo scuote per insegnargli che nel Wrestling non si usa la parola “falso” è costruita ad arte. Però è anche una rielaborazione sotto forma comica, di come il giovane lottatore ha realizzato quanta poca finzione ci fosse nella performance sul ring.
Altri dettagli sulla veridicità di Young Rock arrivano da un’intervista rilasciata al NyTimes. La vita glamour dei wrestler di quell’epoca aveva veramente due facce. Quella pubblica fatta di macchine costose e sfarzose, di un’ostentata ricchezza per costruire alla narrazione e creare il personaggio. Vivevano però spesso in case umili, piccole, disponendo di un normale stipendio che permetteva di arrivare a fine mese. Nell’articolo si spiega che gli autori desideravano mostrare anche questa parte della celebrità proprio perché è in quel contesto che è veramente cresciuto.
Indimenticabile la fotografia del giovane Dwayne negli anni ’90. Una delle reference più importanti per lo stile mostrato in Young Rock.
Quando lasciammo le Hawaii e ci trasferimmo a Nashville avevo 14 anni. Lì tutti pensavano che fossi un poliziotto sotto copertura perché in quel momento trasmettevano 21 Jump Street. Poi tre mesi dopo abbiamo lasciato Nashville e ci siamo trasferiti a Bethlehem, in Pennsylvania. Sentivo di non essere abbastanza. Non volevo essere Dwayne, volevo essere Tomás. Credevo che le ragazze l’avrebbero ritenuto un bel nome. Dovevano convincersi che avevo soldi, e avrei rubato dei vestiti costosi. A Bethlehem sono stato arrestato due volte per dei furti.
Cosa ne pensate di Young Rock? Fatecelo sapere nei commenti!