Excelsior! Storia e gloria di Stan Lee: Editor no more
Fabio Volino continua a raccontarvi la vita del leggendario Stan Lee
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Un esperimento fin troppo in anticipo sui tempi, tanto che la serie si chiude col diciottesimo numero, realizzato per l’occasione dall’ideatore del personaggio, Jack Kirby.
Settembre 1969: le continue proteste per la guerra in Vietnam e le lotte sui diritti civili per le minoranze portano Gene Colan a suggerire a Stan Lee di introdurre un personaggio che possa fungere da metafora di tali eventi, un eroe afroamericano. Lo scrittore raccoglie il suggerimento e introduce nel numero #117 di Captain America il personaggio di Falcon, per la cui rappresentazione Colan si ispira a delle foto raccolte su alcune riviste rivolte alla popolazione afroamericana.
Lavorando come freelancer, l'artista viene pagato a pagina, ma non avendo royalty per le sue creazioni, nonostante Martin Goodman negli anni gli abbia fatto delle promesse di un aumento di salario, ritiene di non ricevere da parte della Marvel il giusto riconoscimento economico e meritocratico per quanto sta facendo.
1971: il Ministero della Sanità statunitense invia una lettera a Stan Lee. L’ente governativo è conscio e apprezza il fatto che la Marvel Comics tratti temi sociali nelle sue storie e che la serie più venduta, Amazing Spider-Man, sia letta in gran parte dai ragazzi che frequentano il college o l’università.
L’uso di sostanze stupefacenti nella popolazione giovanile è in costante crescita e dunque viene chiesto a Lee di ideare una storia che condanni l’uso delle droghe: con la grande influenza che i fumetti dell’Uomo Ragno ha sui giovani, la cosa potrebbe rivelarsi di immenso beneficio.
C’è un problema, però: all’epoca è in vigore – e ha molto potere – il Comics Code Authority, fondato nel 1954 allo scopo di monitorare i contenuti dei fumetti ed evitare l’inserimento di tematiche ritenute scottanti. L’uso di sostanze stupefacenti è una di queste tematiche e non ha alcuna importanza che l’albo stigmatizzi ciò.
Con una storia già pronta a essere mandata in stampa, Stan Lee si presenta al cospetto di Martin Goodman e chiede che i tre albi siano pubblicati senza l’approvazione del Comics Code, perché a suo dire una richiesta del Ministero della Sanità ha la precedenza sulle direttive del Comics Code e si farebbe un danno maggiore se non venisse pubblicata. Goodman dà il suo benestare e, per la prima volta nella storia della Marvel, vi sono albi senza l’approvazione del Comics Code.
Il trittico di storie di Amazing Spider-Man ottiene un grande successo e gli uffici della Marvel vengono inondati da lettere di approvazione, alcune delle quali provenienti anche da insegnati e sacerdoti. La cosa mette in cattiva luce il Comics Code e le sue idee antiquate, frutto di una mentalità ormai superata, soprattutto dopo che un articolo del New York Times rivela al pubblico ciò che è accaduto.
1972: Stan Lee sceneggia ormai solo due testate: Amazing Spider-Man e Fantastic Four. Roy Thomas e altri giovani sceneggiatori quali Gerry Conway, Steve Gerber e Steve Englehart si occupano invece dei nuovi titoli o delle serie che Lee gestiva un tempo. Anche questo però sta per cambiare.
In quello stesso anno, Martin Goodman si dimette da publisher della Marvel Comics, affidando questo compito a suo figlio Charles, che però non è ben visto dai nuovi proprietari della casa editrice. Costui viene dunque licenziato in tronco e al suo posto viene messo Stan Lee, il quale assume anche il ruolo di Presidente della casa editrice.
Il primo atto di Lee in questa nuova carica è promuovere Roy Thomas a Editor-In-Chief. Costui, ben sapendo che il nome di Stan Lee può fungere ancora da richiamo per i lettori anche se non è lui lo sceneggiatore delle storie, fa apporre la dicitura “Stan Lee presenta” sulle prime pagine di tutti i fumetti Marvel.



