Graeme Manson ci racconta come ha imposto il suo Snowpiercer alla produzione | EXCL
Un treno nuovo per ogni stagione, un mood diverso dal film ma la stessa voglia di scoprire vagoni
“Ho subito pensato che l’omicidio su cui indagare fosse un’ottima idea perché permette al pubblico di esplorare il treno con gli occhi di Layton [il protagonista ndr]. C’è un senso di sorpresa nello scoprire il treno con lui, nello scoprire le diverse classi e capire il mondo del treno, e questa secondo me è anche la grande differenza con il film, che invece andava dritto verso la motrice”.
“Avevo finito Orphan Black e mi ero preso un periodo di pausa, quando però ho sentito che facevano la serie di Snowpiercer, ho subito pensato a come si sarebbe potuta fare (amando molto il fumetto originale) e l’ho proposto alla produzione, nonostante avessero già scelto di andare in un’altra direzione con un altro progetto”.
Manson si è così trovato con un casting già fatto, attori già scelti e molti dettagli della squadra che non poteva cambiare. Ma cosa ha fatto la differenza secondo lui? Cosa ha fatto pensare alla produzione di cambiare tutto in corsa?
Invece con il cast già scelto come ha fatto?
“Me li sono dovuti conquistare uno ad uno, guadagnarmi la loro fiducia e molti li ho dovuti proprio obbligare a nuovi ruoli. Per esempio per esempio Lena Hall volevo che facesse quello per cui ha vinto un Tony award [ovvero un ruolo musicale: madame night car ndr] mentre Alison Wright è un’attrice bravissima e per lei abbiamo creato un personaggio divertente molto ingessato come tutti i personaggi che preferisco”.

Aveva anche pensato a come incastrare tutto questo con la storia raccontata dai fumetti e dal film?
“Ci sono tanti possibili Snowpiercer, tanti treni che puoi immaginare. Anche le graphic novel esplorano diversi treni e tempi, dunque possiamo fare con il franchise la medesima cosa”
“Sì, perché no?”
Anche questa come molte serie tv importanti alla fine racconta il potere. Come mai siamo ossessionati da queste storie in questi anni?

Bong Joon-ho ha visto il prodotto finito? Ha partecipato in qualche maniera?
Tuttavia questa storia è ambientata 7 anni dopo la partenza del treno, mentre il film 15 anni dopo…
“Penso sia stata una buona scelta perché 7 anni sono più o meno quel momento in cui guardi le regole del vecchio mondo e ti senti ancora ancorato a quelle leggi ma contemporaneamente ci sono anche persone che stanno cercando di rompere quegli schemi di classe, moralità e stanno cercando un nuovo percorso per l’umanità”.