La musica e i suoni in The Killer, il nuovo thriller di David Fincher
Abbiamo incontrato il regista di The Killer David Fincher, il sound editor e mixer Steve Bissinger e il montatore Kirk Baxter
Il nuovo thriller di David Fincher, The Killer – disponibile su Netflix da oggi - vede protagonista Michael Fassbender nel ruolo di un assassino freddo e spietato. Basato sull'omonima serie di graphic novel della Editions Casterman di Alexis Nolent (alias Matz) e Luc Jacamon, The Killer è stato scritto da Kevin Andrew Walker, già autore di Seven (1995). Nel cast anche Charles Parnell, Arliss Howard, Sophie Charlotte e Tilda Swinton.
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Noi di Badtaste.it abbiamo partecipato a uno screening per la stampa al termine del quale si è tenuto un incontro con il regista David Fincher, il sound editor e mixer Steve Bissinger e il montatore Kirk Baxter, che hanno parlato delle scelte musicali e dei suoni ambientali nel film.
Considerati i diversi formati cinematografici disponibili rispetto al passato, da regista che ha fatto film iconici, sente di dover avere un approccio diverso nel fare un film oggi in modo che sia altrettanto iconico?
In questo film avete voluto particolarmente sperimentare con il suono e con la colonna sonora. Come vi siete interessati all'idea di catturare il suono come si fa in un documentario, con la telecamera con un microfono sopra?
Steve Bissinger: Quando abbiamo iniziato a lavorare sulla prima scena, dove c'è scritto “Parigi”, ma non sembra la Parigi che abbiamo in mente, non c'è la classica inquadratura della Torre Eiffel. Da lì ci siamo detti: "E se riempissimo la scena con il suono di Parigi, visto che ogni luogo ha un suono molto specifico".
Come avete deciso di legare l’importanza e la centralità del personaggio di Michael Fassbender con le scelte musicali e quelle ambientali?
David Fincher: La cosa che più mi entusiasmava del film era il fatto che si trattasse di un personaggio singolare che non è stato costruito con i dialoghi, spesso un dialogo può essere abbastanza ovvio e in molti modi ti indica come le cose si evolveranno nel film. Questo invece è un film in cui vediamo ciò che lui guarda. Lui è il metro del film, quando è calmo, le cose sono rilassate. Quando invece c'è qualcosa che non rientra nei suoi piani, il ritmo si alza, tutto è incentrato su di lui. Può accelerare una scena, può rallentarla.
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Kirk Baxter: L'idea è stata fin dall'inizio quella di vivere nella parte posteriore del cranio dell'assassino, di vedere ciò che lui vede, sentire ciò che lui sente. Così, quando abbiamo il suo POV, la musica prende il sopravvento su tutto lo spazio sonoro e diventa quasi un'esplosione. Ma abbiamo anche pensato a voler inserire le sue riflessioni interiori, per cui si è creato questo schema con gli Smiths a tutto volume, susseguito da uno spazio per inserire la voce fuori campo. Una volta stabilita questa regola e ritenuto che funzionasse bene nella scena chiave, abbiamo deciso di applicarla ovunque e di rimanere fedeli a questa idea di montaggio verticale del suono.
Non per la scena del combattimento però. C’era un’idea diversa per quella?
Perché proprio gli Smiths?
Davide Fincher: Gli Smiths sono stati un'aggiunta in post-produzione, perché sapevo di voler usare 'How Soon Is Now?' e mi piaceva l'idea di quella canzone come strumento usato dal personaggio per placare la sua ansia. Non abbiamo molte informazioni su di lui e siccome non credo che esista altro gruppo al mondo con una discografia che sia sarcastica e arguta allo stesso, ho pensato che quei pezzi fossero perfetti per essere una sorta di finestra su di lui.
Steve Bissinger: Il film ha sei capitoli, ogni capitolo è una location. Siamo a Parigi, nella Repubblica Dominicana, a New Orleans e così via. Quindi sono diventati fondamentali i suoni di quei luoghi e la raccolta di quei rumori, un po' come quello che fa il DP, Erik Messerschmidt quando compone un'inquadratura. Col suono cerchiamo di fare la stessa cosa, cerchiamo di definire lo spazio, quindi quando siamo nella Repubblica Dominicana, ci dobbiamo chiedere: quali sono i suoni distintivi di questo Paese? Se scegliamo di non mostrare come prima cosa la Repubblica Dominicana o Parigi, dobbiamo aiutare il pubblico a capire dove ci troviamo a livello sonoro, perché potremmo non vederlo subito a livello visivo.
C'è un suono molto particolare quando la ragazza di Michael Fassbender finisce di parlare con lui e si percepisce che in quel momento il suo personaggio di Fassbender decide di intraprendere un percorso di vendetta e si sente una specie di macchina che si accende da qualche parte nell'ospedale. Cosa c’è dietro questo tipo specifico di rumori, hanno un significato emotivamente evocativo?
David Fincher: Non so se esiste un termine tecnico, noi li chiamiamo rumori. Quello che ho detto è stato: ho bisogno di circa il 23% in più di quel rumore!
Gli altri tuoi collaboratori di lunga data, Trent Reznor e Atticus Ross, hanno realizzato una colonna sonora fenomenale. In quale momento la musica è entrata nel processo di missaggio e nella ritmica del film?
Steve Bissinger: L'altra cosa che mi è piaciuta molto del mixaggio della loro musica è il suono che creano Trent e Atticus, in particolare in questa colonna sonora, con questa frequenza bassa e pulsante, è quasi una versione concreta di un battito cardiaco che pulsa ed è fantastico perché crea un senso di ansia e tensione. Eppure non ci si fa caso. È una cosa che permea sotto la narrazione e che non si nota.
Trovate tutte le informazioni su The Killer nella nostra scheda.