Roma 2015 - EXCL: Gli Angulo Bros ci svelano i segreti di The Wolfpack!
Abbiamo incontrato alla Festa di Roma 2015, in esclusiva per BadTaste, Govinda e Narayana Angulo, due protagonisti del doc premiato al Sundance The Wolfpack
Mukunda, Narayana, Govinda, Bhagavan, Krisna (poi Glenn), Jagadesh (poi diventato Eddie) e l'unica femmina Visnu sono cresciuti in un appartamento di Lower East Side Manhattan... senza mai uscire di casa per 14 lunghi anni.
The Wolfpack, nelle nostre sale a partire dal 22 ottobre, è stato presentato nella sezione Alice nella Città della decima edizione della Festa del Cinema di Roma. E' qui che abbiamo incontrato due dei fratelli Angulo nello specifico Govinda (gli abbiamo detto che ci ricorda molto l'attore inglese Ben Barnes de Le Cronaca di Narnia - Il Principe Caspian ma lui non è molto d'accordo, N.d.R.) e Narayana.
Iniziamo dalla nostra videointervista, incentrata sulle passioni cinematografiche dei fratelli:
Ecco invece l'intervista sul film:
Come avete fatto a conoscere la regista e come avete iniziato a lavorare al documentario nonostante i divieti a socializzare di vostro padre?
Ma quindi potevate già permettervi di rompere le regole di vostro padre e permettere a un estraneo di entrare in casa?
Narayana: Sì. In quell'epoca già potevamo permetterci qualche ribellione senza che lui potesse ostacolarci.
Govinda: Il 2010. Il documentario è durato 4 anni e mezzo e Crystal ha realizzato più di 400 ore di interviste.
Perché pensavate che vi avrebbe aiutato?
Nel film sembrate tutti molto interessati al cinema anche se vostro fratello Mukunda (sarà il primo ad uscire dall'appartamento sfoggiando una maschera alla Michael Myers presa in prestito da un loro remake di Halloween, N.d.R.) sembra quello più ossessionato dalla regia. Quella scena in cui andate al cinema... era veramente la prima volta che vedevate un film in una sala di prima visione?
Narayana: Sì... era la prima volta. Il film era The Fighter (2010) di David O. Russell ed eravamo veramente felici di averlo visto.
Govinda: Sì, lo abbiamo conosciuto e quando lo abbiamo conosciuto è subito accaduta una gag come in uno dei suoi film...
Me la raccontate?
David ci ha regalato la colonna sonora di American Hustle e poi ci ha invitato a vedere il montaggio di Joy, il suo ultimo film. Ma abbiamo rifiutato.
Perché?
Govinda: Perché volevamo vedere il film finito e non volevamo farci influenzare dal processo creativo.
Narayana: Sì. Si chiamerà Wolfpack Pictures.
Ma avete intenzione di lavorare tutti nel cinema?
Ma come mai vostro padre, così severo e rigido nel suo piano di farvi crescere isolati rispetto al resto del mondo, ha permesso che vedeste dei film in un certo senso così... pericolosi e sovversivi come Nightmare, Velluto Blu o Le Iene e Pulp Fiction del vostro amatissimo Quentin Tarantino? Non si rendeva conto che crescendo vedendo e rivedendo quei film... non sareste stati proprio dei soggetti così facili da controllare?
Govinda: Ottima domanda. Nostro padre ha sempre sottovalutato il cinema. Per lui era solo intrattenimento frivolo. Per noi invece quei film sono sempre stati qualcosa di più: un modo di evadere da quella prigione e un modo per conoscere il mondo. Il potere del cinema ci ha salvati. Lui questo lo aveva molto, molto, molto sottovalutato.
(Sia Govinda che Narayana si lanciano delle occhiate complici e ridacchiano durante il lungo periodo di tempo in cui provo a formulare la domanda nel modo più educato e rispettoso possibile, N.d.R.)
Govinda: Il sesso lo vedevamo solo nei film e le love story... le abbiamo conosciute solo attraverso il cinema. Diciamo che dal punto di vista sessuale la nostra vita è stata... estremamente limitata e restrittiva. Purtroppo... non saprei cos'altro aggiungere sull'argomento...
Diciamo che siete usciti dal vostro isolamento da relativamente poco. Allora l'ultima domanda è: come vi sembra il mondo? Come vi sembriamo noi "estranei"? Quali sono le riflessioni che vi sentite di fare una volta che avete definitivamente tradito le regole educative di vostro padre?
In sintesi possiamo dire che nostro padre ci aveva descritto il mondo al di fuori del nostro appartamento come la New York di Taxi Driver ovvero violenta, pericolosa e infida. Uscendo fuori però ci siamo resi conto di come le persone possano essere... anche gentili, oneste e perbene. Questo ci ha sconvolto. Siamo cresciuti convinti che fuori il mondo fosse come Taxi Driver e poi ci siamo accorti che somigliava di più a un film di Woody Allen ed era ironico e intelligente come in uno dei suoi film.