Tutti per 1 - 1 per tutti, il nostro incontro con i tre Moschettieri!
Andrà in onda questa sera Tutti per 1 - 1 per tutti: ecco le nostre interviste con Rocco Papaleo, Valerio Mastandrea e Pierfrancesco Favino
Potete vedere la nostra intervista qui sopra!
TUTTI PER 1 - 1 PER TUTTI: LA TRAMA
Sempre goliardici ma più arrugginiti, tornano i Moschettieri D’Artagnan (Pierfrancesco Favino), Porthos (Valerio Mastandrea) e Athos (Rocco Papaleo), richiamati dalla Regina Anna d’Austria (Margherita Buy) per un’ultimissima missione segreta. Guidati stavolta da una singolare veggente di nome Tomtom (Giulia Michelini), si lanceranno in una nuova, mirabolante, avventura che intreccerà i destini della piccola Principessa Ginevra (Sara Ciocca), figlia di Enrichetta d’Inghilterra (Anna Ferzetti), e Buffon (Federico Ielapi), un giovanissimo e riccioluto orfanello. In un viaggio costellato di sfide di ogni genere e incontri fantastici, tra cui quello con Cyrano (Guido Caprino), si troveranno ad affrontare la più dura delle prove: scegliere tra la fedeltà alla Corona e quella all’amicizia.
NOTE DI REGIA
Questa seconda regia sui Moschettieri non ha fatto altro che consolidare l’entusiasmo con cui affronto questo genere di film. È davvero un sogno per un regista entrare per un anno nella macchina del tempo della proprio fantasia e divertirsi a raccontare con la macchina da presa le avventure, la magia, i duelli, l’epoca, e poter spaziare dal ‘600 alla realtà con la libertà che queste storie ti lasciano. Sono davvero fortunato a poter scegliere cosa fare, che tipo di film, perché per un regista credo che non ci sia cosa peggiore di quella di lavorare solo per lavorare. Questo è un mestiere che va fatto con grande libertà, i miei produttori di Indiana si fidano della mia spinta emotiva e mi seguono in queste avventure fantastiche. Forse se fossi nato in America, avrei fatto volentieri la regia di Batman, Harry Potter, I pirati dei Caraibi, sempre che in America ci siano produttori che ti lasciano libero. Ma non rimpiango nulla di tutto ciò perché farli in Italia è forse ancora più una scommessa, il mio impegno si trasforma in desiderio e la sua realizzazione è il massimo per me. Fare la regia dei Moschettieri mi ha fatto tornare a scuola, mi ha detto che non sono un eterno Peter Pan, queste sono fesserie, piuttosto sono un eterno viaggiatore del tempo, consapevole del fatto che non esiste nessun bambino dentro di me, anzi, c’è un quasi sessantenne che gioca con regole severe a un gioco per grandi che diverte anche i bambini. - Giovanni Veronesi
I PERSONAGGI
D’ARTAGNAN (Pierfrancesco Favino)
D’Artagnan è forse la migliore spada di Francia (o la seconda?), ha l’animo semplice e incantato di un fanciullo, inventa il mondo a immagine e somiglianza dei suoi sentimenti, e così fa col linguaggio, in quest’idioma misto di francese, creolo, sardo, marchigiano messi insieme da enormi quantità di refusi e neologismi. D’Art non capisce mai veramente dove si trovi né cosa debba fare, ma sa sempre “perché”: non lo guidano le mappe ma i suoi valori - la fedeltà alla Regina, la lealtà verso i suoi amici, il Codice Cavalleresco, il mito dell’Amor Cortese. Tra tutti i Moschettieri è quello che più profondamente “sente” la sincerità degli intenti amorosi di Uno. Per lui è disposto a tradire i suoi amici e perfino a tradire la Corona.
Porthos è stato, ed è tutt’ora, il più forte di tutti. Disincantato fin dalla giovinezza, figuriamoci in vecchiaia, oggi diremmo “clinicamente depresso”, trova qui nell’incontro con Uno e con Tomtom tutto ciò - l’amore - che potrebbe scuoterlo dal suo cinico torpore e riportarlo alla felicità della lotta.
ATHOS (Rocco Papaleo)
TOMTOM (Giulia Michelini)
Tomtom è una semplice vagabonda catturata e fatta impazzire dai tecnici del Louvre per farne un navigatore satellitare umano, oltre che una chiaroveggente. Matta come un cavallo ma capace di superpoteri futuristici, un misto di TomTom e Google accorpati in una sola mente antica, non potrebbe che innamorarsi di Porthos, l’unico che capisce segretamente il suo linguaggio e meno segretamente condivide la sua follia.
Cyrano de Bergerac, poeta guascone e secondo spadaccino più forte di Francia (o il primo?), nel Seicento del film è passato in clandestinità e diventato il capo della Corte dei Miracoli, una banda di teatranti, irregolari e pseudoterroristi che semina il panico tra le campagne intorno a Parigi attaccando il potere e chi lo rappresenta. Antagonista naturale dei Moschettieri, diventerà qui il loro mentore e forse addirittura il salvatore.
ENRICHETTA D’INGHILTERRA (Anna Ferzetti)
UNO/BUFFON (Federico Ielapi)
Uno nella realtà si chiama Antonio. Bimbo timido, sognatore, forse futuro scrittore, innamorato anima e corpo di Ginevra, antagonista naturale del mondo degli adulti che gliela vuole portar via. Appassionato lettore di fiabe e di cappa e spada, si rifugia nel mondo dei Moschettieri per ottenere giustizia, e scopre che perfino il mondo della fantasia è governato dalla “realpolitik” e dalle leggi degli adulti.
Ginevra è più grande di Uno quel tanto che basta per volergli bene quanto gliene vuole lui, ma sentire più di lui la chiamata delle responsabilità del mondo degli adulti. È questo, se non altro, a metterla nella condizione di “dover essere salvata”: da sola non si salverebbe mai: troppo intelligente e troppo responsabile per rifiutare il suo destino, così nella fantasia come nella realtà.
REGINA ANNA D’AUSTRIA (Margerita Buy)
BEGHELÌ (Giulio Scarpati)
Beghelì ha tutto il ‘600 addosso: nell’occhio di vetro, nell’uncino al posto della mano, nella gamba di legno, nelle mille cicatrici. Secolo duro, molto duro, che pure non è riuscito a indurirgli l’animo abbastanza da trattenerlo dall’intervenire in aiuto di Uno proprio quando quello ne ha più bisogno.