Venezia 72 - Luca Guadagnino: "Mi spiace per voi che dovete vedervi tutti questi altri film uguali fra loro"
Era l'italiano più atteso, il suo A Bigger Splash ha diviso e ora farà Suspiria. Abbiamo intervistato Luca Guadagnino
Una piccola parte dell’intervista è stata dedicata al remake di Suspiria che Guadagnino girerà e tutto quello che è uscito lo trovate in un post a parte.
Parlare di adulti e di come si possa andare in profondità nelle relazioni. Ad ogni modo questo non è un film su galassie lontane e persone che lottano contro l’impero, non è un film con della carne, con un plot forte, ma su personaggi. Ho ricevuto molte sceneggiature in questi anni e sono tutte uguali, ogni volta c’era la medesima struttura con personaggi intercambiabili tra loro. Dev’essere terribile per voi venire a questi festival e vedere tutti questi film tutti uguali tra loro. Io invece con il mio scrittore volevo fare qualcosa di diverso, volevo andare in profondità in un film non guidato dal dramma ma dal percorso emotivo di personaggi presi nella rete della forza selvaggia del desiderio.
È vero che quella di non poter parlare è un’idea di Tilda Swinton?
Cosa ti lega a Tilda Swinton?
Ci piace lo stesso cibo, ci piace stare insieme, ci rispettiamo, non ci annoiamo mai. È una cosa bellissima, l'ho incontrata a 22 anni e non ci siamo più separati, è una benedizione avere la fortuna di incontrare una persona a cui corrispondi. Certo alle volte discutiamo e non concordiamo. Di solito accade perchè Tilda ama stare sul terreno del non enfatico e io invece amo l'enfatico. Io non amo la teatralità e Tilda la odia, dunque ogni tanto mi piace virare un po’ sul teatrale, mentre a lei proprio no ma entrambi amiamo l’età dell’oro del cinema quando la grande teatralità era radicata così tanto nel senso del cinema. L’esempio perfetto è Bette Davis.
È uno dei miei attori preferiti fin da Schindler’s List, sono cresciuto amandolo in tutti i suoi film. Così erotico e bello da guardare. Poi ho visto il trailer di Grand Budapest Hotel ed era divino mentre scivolava sulla superficie in rosa, era perfetto e mi sono detto “Mio Dio possiede anche il lato comico!” e l'ho voluto incontrare.
In questo film torna un espediente strano che già avevi usato in Io sono l’amore, la colonna sonora che ad un certo punto è più forte dei dialoghi, fino a che quasi non li sentiamo...
Alla fine la storia che racconta A bigger splash?
È una storia di perdita. Quando perdi qualcosa subito la vuoi indietro, il che è una forma di dipendenza ma dipendenza ad un punto in cui sei così assorto che ti chiudo e non vedi la realtà intorno a te.
Si ma volevamo che Marianne fosse una rockstar unica eppure anche qualcuno che non fa più la vita da palco, una che ormai si deve mascherare quando è sul palco. Bowie quando faceva Ziggy Stardust, viveva come Ziggy Stardust, Marianne invece no, mette su un maschera quando deve. Perchè il rock ha fallito da una parte e dall'altra è l'energia che ci salva da questi tempi conformisti. Tuttavia la rockstar che sceglie di usare la presenza degli immigrati come macguffin sta andando contro la rivoluzione del suo statuto di rockstar, e quella scelta la perseguiterà per sempre probabilmente.
Gli immigrati entrano ad un certo punto nel film, erano previsti da sempre in sceneggiatura?