30 Monedas, la recensione del pilota della serie | Venezia 77
Invece che spargere solo misteri Alex de la Iglesia e Jorge Guerricaechevarria fanno accadere eventi, danno risposte e mirano ad eccitare senza sosta
La sigla annuncia il fatto che stiamo parlando dei 30 denari di Giuda. Nel presente queste monete cominciano a spuntare, sono rubate da un caveau da una specie di zombie comandato da un prete, in un paesino di provincia un’altra è ritrovata tra gli affetti di un prete che l’aveva presa da sotto la pelle di un indemoniato morto durante un esorcismo. In quello stesso paese un bambino partorito da una vacca causa un certo trambusto per il giovane sindaco ed una ragazza coinvolta. Una situazione che sfocia presto nel mostruoso e che va combattuta con mezzi adeguati.
È in quel momento che il terzo coinvolto, il prete ex pugile e condannato per omicidio durante un esorcismo si arma di fucili e pistole con proiettili benedetti nell’acquasantiera.

Certo il pilota di 30 Monedas (che in totale di puntate ne conta 8) si assicura di spargere ancor più misteri di quelli cui ha dato risposta, ma è impressionante la voglia di mangiare la vita e quindi le immagini, la storia e i personaggi di questa serie così famelica.
Non sono in pochi i cineasti a divertirsi con i contrasti a tinte forte, con i preti violenti e i demoni esagerati. Nessuno come de la Iglesia però è capace di lavorare questa materia con le armi del cinema vero (anche in televisione) cioè le immagini. Nessuno come lui fa slittare un universo semantico (quello legato agli orpelli della Chiesa, gli altari, le statue e le sagrestie) dentro un altro (quello dell’hard boiled fumettoso) in una sola immagine, cioè il meccanismo tirato il quale l’altare si gira come una libreria in un romanzo di Conan Doyle, svelando una parete piena di fucili.
È quello che separa Quentin Tarantino da tutti i suoi imitatori e lo stesso vale per Alex de la Iglesia (il cui esordio di fantascienza delirante e low budget, comica e piena di gore intitolato Azione Mutante arriva solo un anno dopo Le iene).

E nonostante l’aspetto godereccio sia preponderante 30 Monedas (che promette di ampliare prospettive, storia, scenari e implicazioni dal paesino fino a tutto il mondo), c’è più di un’idea sofisticata di scrittura che scardina certe banalità ed evita sempre all’ultimo secondo il convenzionale. È ad esempio il fatto che il prete-pugile ex esorcista, sia l’ultimo a credere ad un coinvolgimento sovrannaturale e anzi riporti tutti con i piedi per Terra, trovando spiegazioni molto razionali a questioni che razionali non appaiono mai. Sono piccole tecniche con cui Guerricaechevarria puntella quella che potrebbe essere la sceneggiatura di un film in modo che sorregga una serie intera.