Agents of S.H.I.E.L.D. 2x15 "One Door Closes": la recensione
Nell'ultimo episodio di Agents of S.H.I.E.L.D. si scontrano le due fazioni dell'organizzazione
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Quello che è davvero difficile da capire in questo momento è se la presunta superiorità morale della nuova fazione in gioco apparsa sia una scusa per propositi negativi – nel caso ci troveremmo di fronte ad un nuovo nemico – oppure se effettivamente alla base di tutto c'è un malinteso legato alla resurrezione di Coulson e ai dubbi di Robert Gonzales sul fatto che possa davvero guidare l'organizzazione. Probabilmente un po' e un po'. In questo episodio scopriamo molto, quasi tutto, sull'origine del real S.H.I.E.L.D. con una serie di flashback che ci riportano agli eventi di Captain America 2 e al giorno in cui cadde l'organizzazione.
Intanto Bobbi spicca come personaggio protagonista tra passato e presente, ma sarà Simmons a prendersi una bella rivincita riuscendo a sorprendere il suo avversario (e anche noi) con uno stratagemma. Il rischio di trovarsi di fronte ad un nuovo Ward con Bobbi e Mack è molto basso: la strada per la fusione tra le due organizzazioni contro una minaccia comune – altri Inumani e mutanti più minacciosi – potrebbe non essere tanto lontana. Piccolo, ma forse non casuale, lo spazio riservato a Tomas Calderon e Anne Weaver: possibili ostacoli alla tregua potrebbero provenire da loro.
One Door Closes è un buon episodio. L'azione fracassona non ha sempre un senso, e spesso gli esiti – come nella facile cattura di Coulson – sono troppo inquadrati; vince molto meglio nel doppio finale in cui Skye rilascia i suoi poteri forse nel modo più emozionante visto finora, e in cui Coulson si riunisce ad Hunter in una località esotica, pronto a prendere la rincorsa per tornare in comando.