Arcane: la recensione del secondo atto
Il secondo atto di Arcane porta alle stelle le aspettative per il finale della serie e mantiene tutte le ottime caratteristiche del debutto
Tutti vogliono essere nemici di tutti, a quanto pare, più o meno come canta Enemy, il ritmato inno di Arcane suonato dagli Imagine Dragons, band di Las Vegas che più di tutte è legata alle orecchie della community di League of Legends, con Dan Reynolds e soci impegnati a trascorrere le nottate in tournée nella Landa degli Evocatori. E quando parliamo di nemici, tra i reami di Runeterra, ma soprattutto in Arcane, parliamo di un dualismo totale e senza toni di grigio: o sei con me o sei contro di me, insomma, o stai sopra o stai sotto, o sei di Piltover o di Zaun, come abbiamo già approfondito nella recensione dei primi episodi.
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Il percorso dei nostri protagonisti, in questo secondo atto che si pone come ovvio ponte tra l'inizio e la fine della vicenda, attraversa entrambe le realtà di Arcane, mescolando le carte in tavola, facendoci vedere i bassifondi dei bassifondi con gli occhi di un'agente ribelle, Caitlyn, la scintillante e composta Piltover nelle mani e nella mente dell'imprevedibile Jinx, o ancora il futuro dell'umanità attraverso la volontà di lasciare un segno nel mondo, come Viktor, o dal cercare di arrestare un progresso incontrollabile, ma inevitabile, secondo Heimerdinger. In mezzo a tutto questo troviamo Jayce, manipolato, circuìto, incapace di prendere decisioni sicure e concrete senza portarne il peso della responsabilità.
"La seconda parte si distingue per altri tipi di dolore, più intimi e taglienti, quasi irrimediabili"Se il primo atto poneva le basi per la mutazione del racconto, concludendosi con una sequenza a dir poco drammatica, la seconda parte si distingue per altri tipi di dolore, più intimi e taglienti, quasi irrimediabili, frustranti - pensiamo a Viktor o a Jinx - cementando il tutto con una credibilità nell'intreccio della vicenda che, per quanto ci riguarda, va oltre ogni più rosea aspettativa. Al momento, Arcane è la serie da non perdere, da vedere a tutti i costi, consapevoli di volerne sempre di più, senza poterne avere di più. A consolarci rimane solamente l'attesa per l'atto finale, sperando che mantenga fede alle aspettative stellari.
Come nota a pié di pagina, ben più di un easter egg, i giocatori di League of Legends avranno sicuramente riconosciuto la terrificante presenza nei laboratori di Silco, il professore con cui è cresciuto Viktor, davanti alla sua grossa teca di vetro. E la cosa non preannuncia niente di buono.
