Avengers: Endgame, la recensione del film
Abbiamo recensito per voi Avengers: Endgame, il film che chiude la saga dei Vendicatori al cinema
Alpinista, insegnante di Lettere, appassionato di quasi ogni forma di narrazione. Legge e mangia di tutto. Bravissimo a fare il risotto. Fa il pesto col mortaio, ora.
Che ci emozionassimo era scontato. Scontato come tanti degli elementi della trama, fortissimamente prevedibili. Alla sensibilità di ognuno stabilire quanto questo abbia contato nella valutazione della visione. Perché la destinazione di un grave in moto parabolico è tanto più facile da intuire ad occhio nudo quanto più il suo moto è lungo. E noi sappiamo quale sia il senso di questi personaggi, quale sia il loro significato da moltissimo tempo. La Marvel è stata fedele al loro ruolo, lo ha nutrito e allattato film dopo film con quasi tutti loro. L'unica eccezione possibile è Thor, che infatti rappresenta probabilmente la sorpresa più interessante di Endgame. Gli altri finiscono esattamente dove dovevano finire. Non ci ha stupiti. Non stupirà chi di voi ancora deve andare al cinema.
Perfetto per la stessa ragione per cui è prevedibile, tutto sommato. Ci sono dei dettagli e delle singole decisioni, delle reazioni e dei comportamenti, in questo epico finale, che sono figlie della natura dei personaggi, gelosamente custodita, rigorosamente rispettata, affettuosamente accudita da Kevin Feige e dai suoi. Il che è onestamente ammirevole. Siamo spiacenti, non vogliamo fare spoiler, quindi non possiamo scendere nel dettaglio, ma fidatevi. Quando vedrete o rivedrete la pellicola (non è un film) fate attenzione a certe parole di Steve e Tony, a certe cose che fanno. Erano in preparazione da anni e, se avrete la vista aguzza, ve ne accorgerete.
Che difficoltà limitarsi a una recensione e non fare un commento a Endgame. Puntuale, analitico, comparato. Siamo recensori, in questo caso, ci adattiamo riottosi. Endgame scorre via con facilità entusiasmante, incolla alla poltrona, emoziona parecchio, ha un suo equilibrio sempre precario. Cerca di sorprendere, ma lo fa con poca convinzione, sa bene che non è quello il suo compito. Affida ai personaggi giusti il compito di farci ridere nella prima parte, che lascia abbastanza a bocca aperta per il tono riflessivo e introspettivo. Poi accelera, mettendo in campo una narrazione quasi slapstick, inscenando un furto che farà felicissimi i fan dell'Universo Marvel fumettistico. Infine, l'epica, lo scontro, tutto quello che avreste voluto veder fare a Captain America e non avete mai osato chiedere. E un finale annunciato quanto emotivamente toccante. Proprio come l'apertura del film.