Black Mirror 5x01 "Striking Vipers": la recensione
La recensione del primo episodio della quinta stagione di Black Mirror, intitolato Striking Vipers: nel cast anche Anthony Mackie
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Danny e Carl (Anthony Mackie e Yahya Abdul-Mateen II) sono due amici del college che si ritrovano dopo anni. Il primo è felicemente sposato, il secondo preferisce godersi ancora la vita da scapolo. Striking Vipers, che dà il titolo all'episodio, è un videogioco picchiaduro al quale i due dedicano delle sessioni in notturna tramite una particolare tecnologia VR. Tuttavia la condivisione dell'esperienza li porta su un terreno imprevedibile. Alla loro stretta amicizia si aggiungono delle pulsioni sessuali che i due non riescono e non vogliono negare, e a cui danno libero sfogo nel videogioco.
Sarebbe molto semplice dare come lettura quella di un'omosessualità (o bisessualità) negata, ma non è esattamente così. Basterebbe il semplice fatto che i due avatar scelti non sono due uomini, ma un uomo e una donna (Ludi Lin e Pom Klementieff). Danny e Carl sono attratti l'un l'altro in quanto individui, in funzione della loro profonda sintonia. E il videogioco non è nemmeno l'ambiente sicuro in cui sfogarsi senza timore di essere scoperti: dal vivo non riuscirebbero ad avere un rapporto sessuale, come spiega un confronto verso la fine dell'episodio.
Allora la migliore lettura dell'episodio – oltre ad un finale che prende posizione – ce la offre il punto di vista della moglie di Danny (interpretata da Nicole Beharie). Anche lei a modo suo vive il passaggio del tempo, i cambiamenti del proprio corpo, il timore di non essere più desiderata. Infine, accordando al marito una "serata libera" all'anno, anche lei si concede la possibilità di essere un'altra persona per una sola notte. Il giorno seguente, ci dice l'episodio, saranno entrambi più sereni. Se in La neve se ne frega i rapporti extraconiugali erano obblighi sociali per mantenere salda la coppia, per Black Mirror sono una scelta individuale.