Buon Natale da Candy Cane Lane, la recensione
In una trama ben congegnata Buona Natale da Candy Cane Lane riesce a non mettere niente di valevole sprecando tutto, anche Eddie Murphy
La recensione di Buon Natale da Candy Cane Lane, il film con Eddie Murphy disponibile su Prime Video
Come spesso capita a Eddie Murphy da Il bambino d’oro in poi, è una storia con molti vfx e una cornice fantastica. Fantastico-natalizia, nello specifico. Quella di un uomo ossessionato con le competizioni di decorazioni natalizie che per comprare le più appariscenti finisce in un negozio magico in cui acquista un oggettone che lo maledice. Per tutto il periodo di Natale dovrà recuperare degli anelli d’oro (uguali a quelli del videogame Sonic e il film a un certo punto lo riconosce) mentre intorno a lui una canzone natalizia fatta di elenchi comincia a diventare reale. Se non ci riuscirà diventerà una statuina di Natale.
Questo è il solito film in cui tutti, anche gli adulti si comportano come se avessero 12 anni e in cui anche la trama è ribassata e infantilizzata. L’idea sarebbe quasi biblica. Ad aver maledetto il protagonista è infatti un'elfa di Babbo Natale che era troppo rigida riguardo chi è buono e chi no e per questo è stata licenziata. Finita sulla Terra non fa che incastrare le persone, suscitando il peggio in loro, per arricchire la sua collezione di statuine. È esattamente la mitologia di Lucifero, l’angelo più vicino a Dio, poi caduto e da quel momento diventato corruttore di anime per il suo inferno. Ma di tutto quel che di suggestivo potrebbe uscire da questo accostamento niente entra nel film.