Cavaliere Oscuro III – Razza Suprema 7, la recensione
Abbiamo recensito per voi il settimo numero di Cavaliere Oscuro III - Razza Suprema, di Miller, Azzarello e Kubert
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
L’attacco finale di Quar e dei kandoriani è stato sventato da Batman e dai suoi alleati grazie all’aiuto di un redivivo Superman e all’astuzia che da sempre contraddistingue l’operato del Cavaliere Oscuro. Gotham City è salva, ora, e si appresta a vivere la sua ennesima ricostruzione. Gli eroi dell’Universo DC, però, hanno abbassato la guardia quando la minaccia non era ancora del tutto debellata, e lo sfigurato Baal ha ferito a morte l’Uomo Pipistrello con un raggio ottico.Mentre l’ultimo figlio di Krypton tenta un disperato salvataggio, Carrie Kelly, alias Batgirl, deve fare i conti con la voragine che si è aperta nella sua anima a seguito della perdita dell’amato mentore. Intanto, nell’ombra, tramano gli orgogliosi kandoriani, con Quar pronto a sferrare una nuova offensiva per infliggere al suo acerrimo nemico un duro colpo.
Questo settimo numero è decisamente ricco di avvenimenti, messi in scena con ritmo sostenuto preparando il terreno per il finale della miniserie che - complice una decompressione eccessiva operata dagli sceneggiatori - aveva perso parte del suo mordente. Non mancherà di far discutere una delle trovate narrative messe in scena da Azzarello e Miller nel finale, uno stravolgimento di status quo importante e per certi versi epocale per il Cavaliere Oscuro.
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Dopo un breve cammeo nella storia principale, Hal Jordan diviene protagonista del mini-comic Dark Knight Universe Presents: Strange Adventures #1. La Lanterna Verde della Terra è stata privata del suo anello e la sua mano è stata mozzata. La ricerca di ciò che lo rende un eroe lo conduce ad affrontare un viaggio in cui l’anello non è l’unico obiettivo: trovati i propri limiti, Hal deve cercare in se stesso la forza per superarli e tornare a essere quello di un tempo.
La ricerca assume dunque una doppia chiave di lettura - reale e simbolica – che, nonostante le poche pagine a disposizione, ci restituisce un personaggio fedele alla sua versione “classica”. In questo caso i disegni sono opera di Frank Miller - concentrato sull'espressività dei volti e sul dinamismo dei corpi, tralasciando completamente i fondali - supportato ai colori da Alex Sinclair, che con le sue tinte dà vita alle calde e polverose ambientazioni desertiche del racconto.
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