Cavaliere Oscuro III – Razza Suprema 8, la recensione
Abbiamo recensito per voi l'ottavo numero di Cavaliere Oscuro III - Razza Suprema, di Miller, Azzarello e Kubert
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
Dopo aver fallito il loro attacco alla città di Gotham - sventato dal Cavaliere Oscuro con l’aiuto di Superman - i kandoriani di Quar si sono diretti a Themyscira per rapire il giovane figlio di Wonder Woman e di Kal-El; ma le Amazzoni sono donne dal temperamento orgoglioso e ardito e preferirebbero morire piuttosto che cedere all’alieno invasore.Mentre la battaglia è nuovamente alle porte, l’Uomo d’Acciaio è riuscito a salvare Batman immergendolo nella Fossa di Lazzaro. In queste acque, il buon vecchio Bruce non solo è guarito dalla ferita mortale inflittagli da Baal ma è anche ringiovanito. Tornato al suo quartier generale per rassicurare Batgirl e prepararsi al prossimo scontro, l'Uomo Pipistrello è pronto a buttarsi nella mischia con rinnovato vigore: il confronto decisivo attende tutti i protagonisti di Cavaliere Oscuro III - Razza Suprema.
È inoltre un peccato veder vanificato lo stravolgimento dello status quo di Bruce Wayne, clamorosa sterzata narrativa che avrebbe meritato ben altro approfondimento, considerando che l’intera saga ruota attorno all’idea di un Batman ormai anziano e riluttante a tornare in azione.
Avendo preferito attuare una scelta più superficiale e immediata, la scena viene completamente rubata dal feroce e cruento scontro tra l’esercito kandoriano e le Amazzoni, che riporta alla mente le splendide tavole realizzate dallo stesso Miller per 300; non a caso, le armature indossate da Diana e dalle sue sorelle richiamano quelle di Leonida e del suo esercito di spartani, che in qualche modo rivivono grazie alle matite di Andy Kubert. Lo stile del fumettista statunitense omaggia quello dell’opera primigenia modificando le proprie peculiarità e preferendo un tratto meno sinuoso e più frammentato, in certi casi volutamente sgraziato.
La solo componente artistica non può però giustificare la clamorosa battuta di arresto rappresentata da questo ottavo capitolo, che vanifica il lavoro svolto nel precedente. Non ci resta che attendere il finale, nella speranza di allontanare la forte sensazione di occasione sprecata.