Daredevil Collection vol. 4: Padre, la recensione
Abbiamo recensito per voi il quarto volume della Daredevil Collection che raccoglie integralmente la miniserie Padre di Joe Quesada
Nonostante Matt Murdock sia divenuto un avvocato di grande successo, in barba al suo handicap e al fatto di essere rimasto orfano (va bene, sua madre in realtà è ancora in vita, ma lui non lo sapeva da ragazzo), è sempre rimasto figlio di suo padre. E, come suggerisce uno dei proverbi più noti, "tale padre, tale figlio". Perché, per quanto Matt possa lottare in nome della giustizia, aiutare le vittime di soprusi e angherie, mettersi un costume e fare il supereroe, ci sarà sempre dentro di lui una voce che lo chiamerà nel cuore della notte, svegliandolo di soprassalto in un bagno di sudore. Una voce che chiede bulimicamente sangue e violenza, che si alimenta di rabbia e furia cieca, che risveglia nella sua mente quell'odore unico che può avere una palestra di Hell's Kitchen. La voce di suo padre.
Un altro elemento foriero di tormento è il rapporto con suo padre, che viene esplorato in maniera magnifica nella miniserie Daredevil: Padre, firmata da Joe Quesada come autore unico, e raccolta nel quarto volume della collana Panini Comics intitolata Daredevil Collection.
Il rapporto conflittuale o perlomeno particolare con la propria figura paterna è storicamente uno dei tratti contraddistintivi dell'eroe, nell'accezione più ampia del termine, soprattutto cronologicamente parlando. Non siamo i soli a sostenerlo, e, tra i tanti, vi è stato pure Joseph Campbell, saggista e storico delle religioni nato e vissuto negli USA nel XX secolo: nella sua opera più nota, intitolata L'eroe dai mille volti, Campbell effettua una precisa e ricca ricerca e analisi dei vari miti, leggende e fiabe della Storia, riuscendo a trovare in questi diversi elementi che accomunano tra loro le varie figure eroiche protagoniste. Tra questi vi è letteralmente la "riconciliazione con il padre", quantomai, dunque, tappa necessaria perché l'eroe possa compiere il suo destino. Basti pensare al mito di Ercole e al suo rapporto con il padre Zeus, giusto per fare un esempio.
In tutto questo, cosa c'entra la figura di "Battlin'" Jack Murdock? Tanto. Ma onde evitare di rovinarvi la sorpresa, vi basti sapere che i peccati del passato trovano sempre il modo di riaffiorare in superficie e che ogni buona azione non resta mai impunita.
Con Daredevil: Padre Joe Quesada dà vita a un'opera dotata di ritmo e intensità davvero rari, in una storia avvincente, misteriosa e cupa come poche. Un racconto in grado di riservare sempre nuovi colpi di scena e twist narrativi che sballottano la mente del lettore quasi come se nella sua testa vi fosse gravità zero: non stiamo scherzando, il colpo di scena finale di questa miniserie è uno dei più sconvolgenti che si siano mai letti nelle continuity Marvel. A dei testi essenziali, precisi e coerenti fanno da contraltare delle matite esplosive, delle tavole mirabili dove figure ipertrofiche e dotate di una serie di dettagli quasi maniacale si muovono in una caotica e chiassosa danza che mischia il passato al presente. In pochi altri casi la funzione dell'immagine spogliata delle parole è incisiva come in Daredevil: Padre, specie quando questa viene ripetuta più volte nella narrazione, aggiungendo sempre un nuovo, a volte impercettibile, dettaglio entro il quale, però, si celano le risposte dietro ai tanti misteri presenti in questa storia.