Deadpool 2, la recensione del film
Abbiamo recensito per voi Deadpool 2, con il debutto di Cable sul grande schermo
Alpinista, insegnante di Lettere, appassionato di quasi ogni forma di narrazione. Legge e mangia di tutto. Bravissimo a fare il risotto. Fa il pesto col mortaio, ora.

Non era facile realizzare un film all'altezza della prima incarnazione cinematografica di Deadpool. L'interpretazione del Mercenario Chiacchierone da parte di Ryan Reynolds è - detto molto semplicemente - la migliore della storia dei cinecomic per quanto riguarda la fedeltà della pellicola alla personalità e allo spirito del personaggio sulle pagine a fumetti. Come esserne sicuri? Semplice, ve lo abbiamo detto noi qualche anno fa, recensendo Deadpool; non solo: il primo film di questo franchise è il film vietato ai minori di maggior successo globale di tutto il mondo. Non un risultato da poco. La critica lo accolse con entusiasmo unanime, e il pubblico altrettanto. Reynolds e il regista, Tim Miller, riuscirono nella missione di infondere la vita al personaggio sul grande schermo.
Sì. Deadpool 2 ha totale, notevole, apprezzabile successo nel riportare l'antieroe più autoconsapevole della storia del Fumetto sul grande schermo. Wade è lo stesso pagliaccio volgare e divertentissimo che il mondo ha conosciuto nel 2016: rompe la quarta parete con altrettanta intelligenza, spara, uccide, taglia, ferisce e colpisce con la stessa leggerezza con cui lo faceva due anni fa. I dialoghi sono fulminanti, ben scritti, dal ritmo sempre altissimo. Si ride un sacco guardando Deadpool 2, e non mancano trovate intelligenti ovunque: dai titoli di apertura, altrettanto geniali rispetto a quelli del primo film, ma più citazionisti, fino a quella che, nel nostro piccolo, consideriamo la miglior scena post-credit di sempre. In assoluto. Anche in questo caso, un po' di storia recente del cinema pop e dei cinecomic è fondamentale.
E Cable? Che figura fa Nathan Summers in questo film? Funziona la sua interpretazione da parte di Josh Brolin? Sì. Visivamente e in termini di caratterizzazione del personaggio, ci siamo. Si rimane sostanzialmente fedeli all'idea generale della sua versione fumettistica. Nathan è un soldato di poche parole che viene dal futuro, con grandi poteri piuttosto misteriosi e una passione per le armi di grosso calibro. Non ci addentreremo in dettagli sui suoi legami con il resto del mondo cinematografico degli X-Men e ci limiteremo a dirvi che si è puntato moltissimo sulla fedeltà al rapporto tra lui e Deadpool come è stato costruito, negli anni, da Rob Liefeld e - soprattutto - da Fabian Nicieza. Siamo stati felici di vedere il mercenario e il soldato a spasso nel tempo detestarsi quando sono nemici e non si conoscono e fare sostanzialmente altrettanto quando sono, fatalmente, spinti a comprendersi un po' di più. A diventare amici? Forse. Sicuramente a combattere assieme, come tutti i nostri lettori certamente si aspettano.
Sin qui vi abbiamo citato i principali punti di forza di Deadpool 2 e, sotto traccia, anche i suoi punti deboli. Non manca lo spettacolo visivo, si rimane incollato alla sedia, si ride moltissimo, si gode di dialoghi e di azione incalzanti e divertenti, così come fu per Deadpool. Ma questo non è Deadpool. Il primo film era un film anche in senso classico. Certamente inusuale, sicuramente inaspettato, soprattutto agli occhi di chi non conosceva il personaggio. C'era una storia semplicissima nella trama, perché sostanziale pretesto per mostrarci un personaggio tirannico nella sua personalità. Ma, per quanto semplice, quella vicenda era narrata con un'idea di struttura intelligente, con una struttura narrativa non banale, con uno sguardo registico appassionante e convincente.
Tuttavia, è il secondo difetto che potrebbe rivelarsi un po' più fastidioso. Fatta salva la genialità della gran parte delle gag del film, sia visive che a livello di dialoghi, e confermato l'ottimo lavoro fatto sui personaggi, va notato come questo secondo episodio sia molto più meta-cinematografico, molto più meta-supereroico e giocato su quel che il pubblico dovrebbe sapere di personaggi, attori, produzione, eventi non direttamente connessi a quel che stanno vedendo. Deadpool 2 è un prodotto potenzialmente più settoriale e meno accessibile del suo predecessore. Non ci stupirebbe se qualcuno non dovesse capire un buon numero di battute che ci hanno onestamente fatto scompisciare alla prima visione, in quanto appassionati di fumetti e addetti ai lavori. Difficile farsi un'idea di quanto peso possano avere questi, tanti, riferimenti molto nerd, quanto possano minare le possibilità dello spettatore più casuale di godersi del tutto il film. Certamente sono molti. Sarebbe un peccato se dovessero condizionale la visione di alcuni.
Tirando le somme, Deadpool 2 è un ritorno al cinema apprezzabile del personaggio, ma non all'altezza della sua prima incarnazione. I lettori di BadComics.it, siamo sicuri, non avranno problemi a riconoscere ogni buffissima strizzatina d'occhio. Gli altri troveranno tutti gli elementi che hanno decretato il successo di Wade Wilson al cinema, meno l'attenzione alla struttura narrativa. Siamo sicuri che sia sufficiente a ripagarvi del prezzo del biglietto. Forse varrà alla pellicola qualche visione meno in home video.
