Empire 2x04, "Poor Yorick" - La recensione
In un episodio più lento e purtroppo più fiacco, Empire tenta di riunire i membri della famiglia Lyon in un'unica crociata contro l'FBI
Appianati i dissapori col padre, il buon Jamal (Jussie Smollett) si dedica al proprio album, The Artist, ma all'Empire la situazione precipita quando l'FBI irrompe per una perquisizione a tappeto. Ma neppure questo basta a far perdere d'animo Lucious (Terrence Howard), che rincuora il proprio staff: se persino i federali si sono smossi, agitati dal procuratore federale Roxanne Ford (Tyra Ferrell), l'immagine pubblica dell'Empire ne esce sempre più pericolosa. "Non è il momento di nascondersi, è il momento di ruggire" dice Lucious, e il ruggito del patriarca dei Lyon farà tremare parecchie gambe.
Braccati dai federali, i Lyon sono costretti a mettere da parte le consuete divergenze, e l'agguerrita Cookie (Taraji P. Henson) chiede una tregua all'ex marito: niente più guerre tra l'Empire e la Lyon Dynasty, che dovranno coalizzarsi per resistere agli attacchi sferrati dall'FBI. La rinnovata alleanza dovrebbe passare attraverso un duetto tra Jamal e Hakeem (Bryshere Y. Gray), simbolo dell'unione delle forze dei Lyon di fronte alla comune minaccia. Peccato che l'intento fallisca di fronte alle ennesime, insormontabili gelosie tra i due fratelli, che finiscono la puntata più divisi che mai.
Triste e abbattuto, ma comunque deciso a non tornare all'Empire, Hakeem è in cerca di una nuova lead per il suo terzetto vocale tutto al femminile, dopo la defezione di Valentina passata alla ben più prestigiosa etichetta del padre. La fulminazione arriva quando, all'indomani del litigio con Jamal, l'ultimogenito dei Lyon sente cantare in un locale la graziosa Laura (Jamila Velazquez) che, non dubitiamo, verrà presto coperta dall'ala protettrice del giovanissimo donnaiolo.
Rispetto agli episodi visti finora, Poor Yorick è senza dubbio quello meno frenetico a livello di avvenimenti, e consente al pubblico di riprendere fiato prima di un'altra corsa dei Lyon, sia a livello giudiziario che sentimentale. Quello che emerge, ahinoi, assieme al ritmo più rilassato della puntata, è anche una certa fiacchezza di scrittura, che appesantisce i dialoghi non concedendosi soluzioni originali che sappiano raccontare per immagini; a questo aggiungiamo alcune storyline che sembrano buttate in pista senza un vero motivo e proiettate in una direzione del tutto divergente da quella della storia principale. Basti pensare ad Anika (Grace Gealey), presentata già dalla scorsa stagione come una delle migliori talent scout del mondo discografico e, tuttavia, volontariamente impegnata in un rimbalzo tra l'Empire e la Lyon Dynasty al di là di ogni logica che non sia legata a un meccanismo masochista. Stesso dicasi per Michael (Rafael de la Fuente), fidanzato di Jamal, la cui perplessa circospezione di fronte al fotografo-pittore che ritrae Jamal suggerisce forse un'evoluzione sull'altrimenti arido fronte sentimentale della serie, ma per il momento risulta un ingrediente lanciato a caso in una pentola già satolla di sapori. Staremo a vedere se l'amalgama ritroverà il sapore deciso che ha contraddistinto gli episodi migliori di Empire.