Far East Film Festival 2026 - Hijacked, la recensione: prendere la Storia a calci e pugni
Un action ad alta tensione tra cielo e Storia: Hijacked trasforma un fatto reale in spettacolo puro, tra dirottamenti, violenza e ritmo serrato, sacrificando la psicologia per l’adrenalina
Poco più di 50 anni fa esisteva un filone di film drammatici in cui un gruppo di passeggeri di un aereo doveva affrontare disastri, incidenti, sesquipedali sfighe o terroristi e, sconfiggendo il nemico naturale o quello umano, vinceva la battaglia: film come la serie di Airport, il parodico L’aereo più pazzo del mondo, fino al bellissimo United 93. Proprio il film diretto da Greengrass, che raccontava un vero evento accaduto l’11 settembre 2001, sembra la fonte di ispirazione di Hijacked (Tử chiến trên không, ovvero “Battaglia mortale in aria”, con la sobrietà che contraddistingue gli action movie orientali), presentato al Far East Film Festival di Udine.
La caduta di Saigon e i rifugiati sadici
Perché il film, diretto dal vietnamita Tran Ham, si ispira a veri fatti accaduti nella seconda metà degli anni ’70, a seguito della caduta di Saigon, quando l’amministrazione USA accettò l’arrivo di rifugiati, invitando alla fuga. Tra i modi per fuggire dal Paese c’era il dirottamento degli aerei: Hijacked racconta, o meglio romanza sfacciatamente, uno di questi dirottamenti (avvenuti nella realtà nel 1975, qui tra il ’77 e il ’78), mettendo in scena un gruppo di sadici dirottatori, varia umanità tra cui non manca un bambino e, ovviamente, un esperto di arti marziali, poliziotto fratello di un altro poliziotto morto in un dirottamento l’anno prima, quando, con colpo di scena che Hitchcock invidierebbe, quello che pensiamo sia l’eroe del film muore dopo cinque minuti.
Meno arti marziali, più coltellate
Più che a United 93, Tran sembra guardare a fonti di ispirazione un po’ più “tamarre” come Die Hard 2, Air Force One, Con Air e anche Kill, un ottimo action movie hindi ambientato su un treno: Hijacked, infatti, più che alle dinamiche umane e psicologiche dei personaggi, è interessato esclusivamente alla tensione, al movimento dei personaggi, alla creazione di uno spettacolo in uno spazio stretto e a budget moderato.
Tran ha una certa dimestichezza con la materia, è sicuro nel ritmo e nella gestione, ma in questo caso si sente la mancanza di un coreografo dell’azione e di un coordinatore stunt migliori, tanto che è il montaggio, che lo stesso regista cura con Nguyễn Ngọc Nhiên e Lưu Đình Mẫn Thanh, a sostituire la carenza di stile marziale, di cui nemmeno il protagonista Thanh Son abbonda.
Allora Hijacked sceglie la strada di una violenza più diretta, più statunitense che asiatica, e così facendo riesce a condurre in (aero)porto il film senza troppi patemi, non deludendo gli spettatori in cerca di immagini toste e cinema senza pensieri. Certo, ci sarebbero i fatti storici che fanno da cornice, che il film sembra dimenticarsi, sfruttandoli come pretesti; la speranza è che dopo dieci minuti se li siano scordati anche gli spettatori.