From Scratch - La forza di un amore (miniserie): la recensione
In un'Italia da cartolina, From Scratch racconta una love story italoamericana mettendo al centro il cibo e stemperando ogni asperità
La nostra recensione di From Scratch - La forza di un amore, miniserie disponibile su Netflix dal 21 ottobre
From Scratch: tra il potere del cibo e un'Italia da cartolina
La nuova miniserie Netflix vede Zoe Saldana nei panni di Amhale 'Amy' Wheeler, una studentessa di origini texane che si reca a Firenze per studiare pittura in un rinomato atelier. Si dichiara interessata solo alla carriera, ma le basterà incrociare in strada Lino (Eugenio Mastrandea), cuoco di origine siciliana, per innamorarsene perdutamente. Scoccata la scintilla, e terminato la parentesi italiana della ragazza, i due decideranno così di spostarsi a Los Angeles, dove cercheranno di proseguire le loro rispettive carriere tra diverse difficoltà. Unita nel matrimonio, la coppia sarà poi messa dura prova dalla malattia a cui va incontro l'uomo.
Cibo e pittura sono dunque i due cardini della serie, due manifestazioni artistiche che i protagonisti continuano a inseguire come fonte d’amore e d’espressione di sé. Ma anche simbolo dell’Italia ritratta e modo in cui il nostro Paese arriva negli States. A Los Angeles Lino porta molto della sua terra, tra il lavoro in un ristorante italiano, l’immancabile vespa per sportarsi e la nostalgia per le partite di calcio della Nazionale a cui non può assistere. Seppur superficialmente, la serie ritrae uno scorcio di abitudini viste come sane e buone, uno spiraglio di sapore e bellezza nel grigiore della metropoli. Ed è focalizzandosi in particolare sull’aspetto culinario che From Scratch racconta anche del gusto come attitudine alla vita, delle diverse tradizioni da cui nascono divisioni iniziali superate poi dal potere della tavola di unire. Per quanto riguarda invece la dimensione artistica, questa è ben presto lasciata sullo sfondo dalla storia, che preferisce focalizzarsi sul lato privato della coppia.
Una love story intensa ma troppo semplice
From Scratch sarà pure ispirato al libro di memorie di Tembi Locke, che racconta la sua esperienza, ma la storia che vediamo è tutta una favola. Lo è nel contesto, ma soprattutto nella love story tra i due protagonisti, che percorre tutte le consuete tappe dell'immaginario, tra un bacio sotto la pioggia, un "non posso" che diventa subito un "sì, lo voglio", alternanza tra lacrime e sorrisi. Così, se rimane la possibilità di farsi trasportare dalla loro relazione, dalla bontà dei sentimenti messi in gioco, stona un po’ il ricorso a facili escamotage (come la malattia che porta alla riappacificazione) che rende molte svolte narrative scontate. Il racconto ha inoltre la notevole tendenza a stemperare ogni asperità, a risolvere ogni conflitto prima ancora che possa veramente esplodere, nell’idea che la forza dell’amore possa superare ogni cosa. Tanto che molti degli 8 episodi non si concludono nemmeno con un cliffangher, un’attesa, un momento di tensione. I due protagonisti non hanno nemmeno il tempo di confrontarsi su un argomento spinoso che una dolce frase detta da uno di loro rimette tutto a posto. Una visione sicuramente rassicurante, ma fin troppo semplice.
A salvare la serie da una deriva troppo zuccherosa ci pensano però il tratteggio di alcuni personaggi di contorno. La sorella della protagonista Zora (Danielle Deadwyler), che seppur più giovane, è per lei fonte di sostegno e di saggezza, carica di un’ironia tagliente. La madre (Kellita Smith) che, dopo aver divorziato dal padre, si rifà una vita senza pregiudizi e peli sulla lingua. Figure riuscite quanto sacrificate sull'altare di un sentimentalismo intenso ma troppo prevedibile, che prende troppo spazio nella storia.