Girl Power, la recensione
È rimanendo sempre fiero della sua natura di teen movie che Girl Power propone, riuscendo dignitosamente nell’arduo compito, la sua personale variazione sul genere
È rimanendo sempre fiero della sua natura di teen movie che Girl Power - La rivoluzione comincia a scuola di Amy Poehler propone, riuscendo dignitosamente nell’arduo compito, la sua personale variazione sul genere, costruendo qui un racconto in cui sono primariamente il women power e la rivendicazione femminista il vero punto d’interesse della storia, nucleo narrativo e non solo tematico attorno a cui costruire l’impianto rassicurante del coming of age. Un’operazione rischiosa, facilmente tacciabile di qualunquismo, e che invece Amy Poehler mantiene saggiamente in bilico tra il necessario compiacimento del suo pubblico di riferimento (gli adolescenti) e la seria convinzione che è possibile trattare temi complessi in parole semplici.
La forza di Girl Power è, sicuramente, la sua intelligente accessibilità. A un livello più immediato, infatti, ogni elemento sembra volerci rassicurare, avvolto com’è nella sua patina di film adolescenziale leggero e spensierato: la regia standard e anonima, la fotografia brillante, i costumi e gli ambienti colorati, i personaggi-tipo… tutto è simpaticamente stereotipato nelle sua funzioni narrativa o descrittiva più classica. Ma la superficie è solo una parte e la forma, se non vuole ingannare, distrae da ciò che piano piano comincia a mettere sul piano tematico. Girl Power non ha infatti la pretesa di riflettere generalmente su cosa voglia dire essere femministi, ma intelligentemente si concentra su un risvolto particolare del tema: l’importanza di sapersi definire e difendere da sé in un momento importante come quello dell’adolescenza. Il femminismo quindi sia come tema che come atteggiamento, come modo di pensare, proposta costruttiva per un ambiente scolastico che si fondi su valori sani e propositivi. La chiave perfetta, insomma, per un teen movie.
Trovata la sua chiave, il tono e il ritmo, Girl Power scorre piacevolmente e senza intoppi, facendoti affezionare alla sua protagonista e tutti gli altri personaggi, immergendoti totalmente nel suo mondo per l’arco di due ore. Peccato soltanto per alcune banalità di trama forse eccessivamente prevedibili: ma, tutto sommato, non si può negare che Girl Power non ci abbia avvertito.
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