Gotham 1x10 "LoveCraft" (midseason finale): la recensione
Si conclude la prima parte della stagione di Gotham: una serie in crescita che ancora non ha risolto tutti i suoi problemi
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L'episodio diretto da Guy Ferland si muove direttamente nella scia dei precedenti due, più familiare con l'ultima fase della stagione, quella inaugurata da Penguin's Umbrella, rispetto alla prima parte fatta di episodi "a blocchi". Ancora le ombre sull'omicidio dei Wayne dunque, che si allungano al tramonto di questa prima metà di stagione fino a toccare le motivazioni di praticamente tutti gli attori in scena. Il pericolo della testimonianza di Selina, che qui entrerà ancora di più in contatto con Bruce, innesca una reazione a catena: quindi un assalto alla magione dei Wayne, la fuga dei due ragazzi, il tentativo di Bullock e Alfred di riportarli a casa, e in tutto questo una minaccia nascosta che arriverà a danneggiare Gordon e non solo.
L'altro contrasto naturalmente è quello, riproposto a parti invertite, tra Selina e Bruce. Nello scorso episodio il "pesce fuor d'acqua" era Cat, ma negli anfratti di Gotham è lei a prendere per mano il giovane amico e a tirarlo fuori d'impaccio da una serie di momenti sgradevoli. Due personaggi praticamente invisibili fino a pochi episodi fa, il primo rinchiuso nella biblioteca della propria villa, la seconda irreperibile e inutile, che qui interagiscono, crescono, si migliorano a vicenda sia ai nostri occhi sia nel loro percorso personale. La scena di loro due in equilibrio sulla ringhiera di un pianerottolo è uno dei pochi momenti davvero capaci di essere ricordati di queste prime dieci puntate.
Lo è per un motivo molto semplice: perché lì stiamo davvero osservando la costruzione della mitologia che sarà. Quella che non si crea a priori caricando di aspettative un contesto con la promessa di qualcosa che arriverà, che non si crea lanciando palesi riferimenti troppo facili da parodiare, che non si crea presentando versioni più giovani di personaggi già fatti e finiti, ma che si costruisce puntata dopo puntata, partendo da una base libera, proseguendo con uno svolgimento che non conosciamo, e giungendo per strade inaspettate ad un traguardo che solo in quel momento ci appare coerente. Questo è ciò che Gotham avrebbe sempre dovuto fare, l'unico modo per trovare una risposta alla domanda che dall'inizio aleggia nell'aria: a che serve una serie su Batman senza Batman?