Gotham 4x03, "A Dark Knight: They Who Hide Behind Masks", la recensione
La nostra recensione del terzo episodio della quarta stagione di Gotham, intitolata "A Dark Knight: They Who Hide Behind Masks"
Bruce continua il suo "cammino dell'eroe" che lo porterà un giorno a divenire Batman: tale sentiero si dimostra ricco di pericoli e imprevisti, che il giovane riesce bene o male a superare, anche grazie al sempre utile aiuto di Alfred. Nel corso della narrazione, il giovane rampollo della famiglia Wayne incrocia il suo cammino con quello di Selina, alleatasi con Barbara Kean e desiderosa anche lei di dimostrarsi all'altezza della sua missione.
Tra le altre cose, proprio Oswald Cobblepot subisce la sua prima sconfitta da quando è il signore della città, con il suo "trofeo" - Edward Nigma "sotto ghiaccio" - che gli viene sottratto da sotto al naso: l'Enigmista torna quindi in scena, anche se molto diverso da come lo ricordavamo. Infine, scopriamo l'origine di Ra's al Ghul, risalente a secoli fa, e siamo testimoni della sua prima resurrezione, permessa dalle incredibili proprietà della Fossa di Lazzaro.
Se da un lato A Dark Knight: They Who Hide Behind Masks propone alcune storyline ben sviluppate, come il viaggio di Gordon e il risveglio dell'Enigmista, allo stesso tempo in questo episodio assistiamo al peggio che questo show sa offrire, con alcune sequenze narrative che naufragano nel ridicolo.
E sempre parlando di teatro - ma di quello più amatoriale, a livello di parrocchia di paese di provincia - non si può non sottolineare l'insufficienza con cui viene messa in atto la sequenza che vede la "liberazione" dell'Enigmista dall'Iceberg Lounge del Pinguino: Oswald spegne le luci ed esce dalla stanza, qualcuno entra (con una fiamma ossidrica), stacco, Oswald rientra e vede che il suo trofeo non c'é più e grida istericamente, fine sequenza. In pochi secondi, dunque, assistiamo a qualcosa di insalvabile, in un episodio in cui tutta la fase di montaggio sembra essere stata affidata a qualcuno che questo lavoro non sembra averlo mai fatto.
Infine, per quanto non possiamo pretendere una pronuncia perfetta dei termini e dei nomi in lingua italiana da parte del cast americano della serie, sentire per tre volte "Carmine" pronunciato come "Carmain" nel giro di sessanta secondi di girato è quantomeno buffo. Del resto, agli addetti ai lavori sarebbe bastato caricare un video tutorial su YouTube delle durata di pochi secondi per trovare la pronuncia esatta, allo stesso modo di quanto facciamo noi ogni giorno nel nostro lavoro.