Human Resources (seconda stagione): la recensione
La stagione 2 di Human Resources chiude (o almeno ci prova) la parantesi lavorativa di Emmy e gli altri, col solito fare di Nick Kroll
Human Resources la recensione della stagione 2, disponibile su Netflix dal 9 giugno
Altri dieci episodi che proseguono nei racconti della vita lavorativa dei mostri, collegandosi sia al finale della prima stagione, che alla vita di Maury e Connie, ora che hanno un figlio di cui occuparsi. Tra guest star di spicco e volgarità sempre presenti, i nuovi episodi scorrono piacevolmente al patto che, come al solito vi piaccia la serie fin dall'inizio.
La trama della stagione 2 di Human Resources
Le vicende dei protagonisti si intrecciano nuovamente in più episodi, raccontando diverse trame orizzontali che andranno a collimare nell'episodio finale, una parodia dell'ormai stra-abusato Die Hard, questa volta però, con quel tocco da sporcaccione di Nick Kroll. Vedremo quindi Pete la roccia (Randall Park) dovrà fare i conti con il redivivo pisello zombie di Dante (Hugh Jackman), prima di provarci con Rochelle (Keke Palmer). La stessa love bug Rochelle, attorno alla quale ruota l'intera stagione, deciderà se scegliere l'odio o l'amore, in uno degli episodi più riusciti della serie. Nel frattempo, Emmy si infatua di Van, la roccia senziente della sua nuova cliente (doppiata da Miley Cyrus), e Walter dovrà dividersi tra il lavoro e l'amore.
La fine di Human Resources
Anche questa volta, la serie affronta tematiche per adulti impossibili da affrontare in Big Mouth, come la disabilità, il lutto e ancora una volta il profondo senso di inadeguatezza che tutti abbiamo provato almeno una volta. Certo, lo fa sempre in maniera spigliata e buttandoci del liquido seminale, ma ormai si tratta della firma del monsterverso di Nick Kroll.
Kroll e soci sono riusciti a chiudere quasi tutte le trame aperte con la prima stagione, facendo muovere in avanti il rapporto tra Maury e Connie sullo sfondo, e lasciandosi più di una porta aperta verso le ultime due stagioni di Big Mouth. Emmy, Walter, Rochelle e Pete invece hanno tutti il proprio momento per brillare, e per far sì che la loro storia raggiunga un "meritato" lieto fine.