Io sono Daredevil, la recensione
Abbiamo recensito per voi Io sono Daredevil, volume che raccoglie alcuni degli episodi più significativi della storia di Matt Murdock
In occasione del ritorno sul piccolo schermo di Matt Murdcok, avvocato cieco di giorno e giustiziere mascherato di notte, Panini Comics ha proposto ai lettori italiani una bella e corposa raccolta di alcune degli episodi singoli più noti e significativi della storia del "Cornetto", nel volume intitolato Io sono Daredevil.
Passano gli anni, e i fumetti di Daredevil divengono sempre meno scanzonati e con contenuti più adulti, che ben si sincronizzano con gli eventi dei tardi anni Sessanta e l'inizio dei Settanta. Nelle storie Prendi la mia mano, fratello! (Daredevil vol. 1 #47) ed E la morte è una donna chiamata Vedova (Daredevil vol. 1 #81), scritte rispettivamente da Lee e Gerry Conway, infatti si affrontano tematiche molto serie, come la morte e la Guerra del Vietnam. Ai disegni troviamo il grandissimo Gene Colan, un artista che con il suo stile realistico e dinamico ha saputo ritrarre il Diavolo Custode in maniera incantevole.
In Duello! (Daredevil vol. 1 #146), di Jim Shooter e Gil Kane (due leggende immortali del fumetto americano) assistiamo a un cruento faccia a faccia tra il protagonista e il villain che ha fatto di tutto per rovinargli la vita: Bullseye. Poco dopo, fa il suo esordio sulla testata dedicata al personaggio proprio Miller, autore di un indimenticabile e lungo ciclo su Daredevil: è qui che entra in scena Elektra (nella storia omonima pubblicata su Daredevil vol. 1 #168), forse l'amore più grande di Matt Murdock, così come la più grande fonte di sofferenza per l'uomo. Proprio la spietata assassina greca trova la sua fine sempre a opera di Miller, nella storia L'ultima mano (Daredevil vol. 1 #181), assassinata brutalmente proprio da Bullseye. Questo evento segnerà per sempre il futuro del Cornetto, così come tutti gli altri elementi introdotti da Miller porteranno Daredevil su nuovi livelli narrativi, basti pensare all'introduzione della setta nipponica de La Mano e l'utilizzo di Kingpin come nemesi del protagonista.
Continua il viaggio, che come ultime tappe ha tre storie firmate rispettivamente da Brian Michael Bendis (L'Universo, Daredevil vol. 2 #65), Ed Brubaker (La vita segreta di Foggy Nelson, Daredevil vol. 2 #88) e Mark Waid (Storia di Natale, Daredevil vol. 3 #7), tre sceneggiatori che hanno preso in mano la mitologia di Matt Murdock ridefinendola e arrichendola. Nella prima scopriremo le potenziali conseguenze della perdita della propria identità segreta da parte del protagonista, nella seconda punteremo i riflettori sul migliore amico di Matt, Foggy Nelson, e nella terza (vincitrice di un premo Eisner come miglior episodio singolo) ci commuoveremo leggendo del lato più umano del Diavolo più buono della storia dei comics.
Questo volume è, in definitiva, un'esperienza fantastica, e perfetta per tutti coloro desiderosi di scoprire il personaggio di Daredevil nel "mondo" in cui è nato. Una raccolta dignitosa e affascinante, che esplora tutti gli angoli, anche quelli più bui, di un uomo che non è nato per essere un eroe (anzi, tutto nella vita sembra remargli sempre contro), ma che lotta con tutto se stesso per cercare di esserlo. Riuscendoci, a modo suo.